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Vendere oro in un compro oro: come districarsi fra le tante valutazioni?

Vendere oro in un compro oro è un’azione tanto fruttuosa quanto insidiosa. Sono moltissime, infatti, le persone che possiedono dei preziosi in oro o argento e scelgono di rivenderli per ottenere un po’ di liquidità in più. Non per nulla, i metalli nobili rientrano tra i beni rifugio per eccellenza, quelli a cui si può attingere in caso di necessità, soprattutto in periodi di crisi economica.

Ma come essere certi di ottenere la valutazione migliore, o comunque la valutazione più vicina al reale valore dell’oro che si possiede, senza incorrere in truffe o svalutazioni? Come scegliere il miglior compro oro a cui rivolgersi?

Per non rischiare di ottenere valutazioni al ribasso, bisogna conoscere alcune informazioni utili sulla vendita dell’oro; così, l’esperienza e la professionalità di Valerio Saltari, titolare di uno dei più grandi compro oro di Roma, OroLive, hanno contribuito a fornire dei consigli e delle raccomandazioni importanti per vendere oro al suo reale valore.

Signor Saltari, in prima battuta, esiste un consiglio, una prima accortezza che crede sia importante dare ai potenziali clienti che vogliono vendere oro, argento e metalli preziosi?


Gli anni di
esperienza che ho accumulato nella compravendita di metalli preziosi, mi hanno dato modo di notare quanta confusione e quanti dubbi ci siano nelle persone che entrano presso il mio punto vendita di Roma. Innanzitutto, è importante chiarire che esiste una netta differenza fra la quotazione dell’oro e la valutazione dell’oro, due concetti che stanno alla base di ogni transazione e compravendita di oro.

La quotazionedell’oro è un valore determinato dalla Borsa di Londa. In pratica, ogni giorno, per ben due volte al giorno, la Borsa fissa il valore al grammo dell’oro puro, ossia il 24 carati, e lo comunica ai mercati azionari. Questo valore, dunque, non viene stabilito dai negozianti. Io espongo all’ingresso del mio negozio uno schermo che trasmette le quotazioni in diretta, così ogni cliente, appena entra, ha già chiara la quotazione in tempo reale.

La valutazione dell’oro, invece, è quella fornita dai compro oro e si ottiene dopo aver analizzato il gioiello che il cliente vuole vendere: la valutazione dipende dallo stato del metallo, dalla percentuale di oro puro contenuto, dal peso, dall’eventuale firma e, dalla somma di queste informazioni, il negoziante fa la sua offerta al cliente. Chiaramente, ogni negozio propone un proprio prezzo oro usato al grammo, che tiene conto delle proprie commissioni.

E come fanno i clienti a sciogliere i dubbi su questa differenza?


La giusta informazione è sempre la risposta a tutto. Su internet si trova la quotazione dell’oro e dell’argento in tempo reale; ad
Orolive, ad esempio, mettiamo a disposizione dei clienti o dei semplici interessati la quotazione in tempo reale. Abbiamo pensato perfino all’app Orolive: in questo modo, le persone hanno accesso a uno strumento utile e arrivano in negozio già con un’idea ben precisa, e hanno la possibilità di accettare soltanto la valutazione più conveniente e vicina alla reale quotazione dell’oro. Se hanno ancora dubbi, io e i miei collaboratori siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, anche telefonicamente.

E per quanto riguarda i prezzi esposti nelle vetrine? Sono reali?


Capita spesso che un cliente entri in un compro oro e sia convinto di vendere i gioielli a quel prezzo esposto. Questa errata convinzione è sempre frutto della confusione fra quotazione e valutazione, ma invece il cliente se la prende con il negoziante, perché inevitabilmente gli proporrà un prezzo di acquisto più basso. Alcuni negozianti sono poco trasparenti – non dovrei dirlo ma purtroppo è vero, in un settore in cui la concorrenza è spietata –, ma i clienti dovrebbero avere ben chiaro il fatto che nessuno lavora per la gloria. Nella valutazione, infatti, sono
comprese anche le commissioni d’agenzia e le imposte previste per la compravendita.

Come fanno i clienti ad avere la certezza di non incorrere in truffe nei compro oro?

Ovviamente è importante rivolgersi soltanto ad un compro oro autorizzato e regolarmente iscritto al Registro Compro Oro, gestito dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM), organo che certifica la garanzia di svolgere operazioni a norma di legge.

Poi, ci sono dei “dettagli” a cui fare attenzione. Il primo è quello di pesare l’oro a casa su una bilancia da cucina digitale, per farsi un’idea del peso e limitare il rischio di truffe basate su una pesatura scorretta. Ma se il compro oro a cui il cliente si rivolge lavora a norma di legge, userà una bilancia digitale a vista, con sigillo di garanzia. Noi di Orolive lavoriamo con una bilancia digitale con doppio display (di cui uno rivolto verso i clienti) e bollino antimanomissione, sigillata dall’Ufficio Ispezioni e Verifiche della Camera del Commercio di Roma. Inoltre, siamo dotati di spettrometro a raggi X, grazie al quale il cliente può verificare l’effettiva quantità di oro presente nei suoi gioielli e avere una valutazione più accurata e trasparente possibile.

Ma la valutazione corretta non è l’unica garanzia di affidabilità. Se il negoziante non chiede al cliente un documento d’identità e non registra i suoi dati, se non regista l’operazione di compravendita su un’apposita scheda numerata, in cui vanno inseriti i dati del cliente, il prezzo di valutazione, il mezzo di pagamento, la quotazione dell’oro a cui si fa riferimento, due fotografie digitali dell’oggetto e una breve descrizione, se paga il cliente in contanti per importi pari o maggiori di 499€, è certo che quella transazione non si sta svolgendo in maniera onesta.

Un ultimo consiglio che voglio dare a chi vuole vendere oro è quello di scegliere un compro oro che valuta anche lepietre preziose e le marche. Molti negozi, infatti, non danno il giusto valore né alle pietre di cui sono composti i gioielli, né al valore aggiunto del brand che li ha firmati. Quindi la valutazione non sarà completa né affidabile, perché oggi non tenere conto di un gioiello firmato è impossibile.

Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.
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