Cultura

Venere in Pelliccia sbarca a Modena

Ieri, 18 gennaio, alle ore 21, il palcoscenico del teatro Michelangelo in Modena, ha ospitato per l’ultimo grande appuntamento “Venere in pelliccia”.

Un riadattamento tutto nuovo, assolutamente esilarante e coinvolgente, realizzato dal regista, nonché attore presente in scena, Valter Malosti. Ad accompagnarlo un’ eccentrica, travolgente e spassosa Sabrina Impacciatore, grande conferma.

Per chi conosce già quest’opera, basata sul romanzo omonimo Venus im Pelz (Venere in pelliccia) di Leopold Van Sacher-Masoch e riadattato teatralmente da David Ives, la serata è stata più che intensa.

La trama, come ripreso dallo stesso Polanski in una delle sue pellicole cinematografiche, prende vita in un’ambientazione estremante semplice, un teatro, rimanendo costante per tutta la durata della commedia.

A costituire punto di grande varietà e complessità, è la psicologia dei personaggi, unicamente due. Thomas Novachek, impersonato dallo stesso Valter Malosti, regista alla ricerca di una interprete all’altezza della sua commedia, e Wanda Jordan, la nostra Sabrina Impacciatore, nei panni di Wanda Von Dunajew, con la speranza di poter ottenere quella parte tanto ambita.

Wanda è una donna, una “pagana” come si definisce, che volge la propria filosofia di vita alla ricerca del piacere e del godimento.

Non è molto incline alla fedeltà e, a dire il vero, non crede molto nella sua longevità e costanza sentimentale. Si decide dunque di firmare un patto, singolare e fuori ogni logica di quel tempo (1870-epoca di stesura del romanzo) al fine di rendere Thomas suo schiavo per un intero anno in prova d’amore.

Un intreccio smodato di battute ora drammatiche ed introspettive, ora ironiche e leggere; scambi e capovolgimenti dei protagonisti, giochi di ruolo, grande spettacolo.

La rivisitazione di Malosti è una lettura in chiave moderna di un’opera che ha lasciato sin dagli inizi mille spunti di riflessione. Partendo dal rapporto attrice-regista, per poi arrivare al tema fondante: il rapporto uomo-donna e la sessualità che li tiene a galla.

Una Sabrina Impacciatore frizzante, comica e, al tempo stesso, perdutamente sensuale, profonda e spinta. Audace, volgare, sboccata, spudorata ma mai eccessiva, assolutamente all’altezza del suo personaggio. Un Valter Malosti sicuramente più composto, più altero, incarnazione perfetta del Novachek ottocentesco.
Particolare interesse è stato prestato alla musica nell’arco di tutta la messa in scena: riadattamenti di Wagner e cascate di suoni più o meno acuti, più o meno martellanti, ad indicare cambi di scena richiamando ancor più l’attenzione dello spettatore.
Due imperdibili ore di vero e proprio spettacolo che si sono ripetute per le tre serate consecutive del 16,17 e 18 gennaio, sempre presso il teatro Michelangelo di Modena.

Qualche ora di puro svago intellettuale che ha fatto il pienone! Una ricca platea spettatrice invitata non soltanto per qualche risata, ma anche per una riflessione più intima e raccolta.

Stefania Conte 

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