Da sempre l’uomo ama le storie di supereroi che si innalzano a paladini del bene e mettono i propri superpoteri a protezione della giustizia.
Vijay Singh non è uno di loro, anzi sin dall’inizio della sua carriera è additato come uno dei cattivi.
Eppure questo semplice uomo, questo presunto cattivo è colui che da solo ha abbattuto il “Dio”. Uno che per centinaia di settimane ha governato indisturbato l’olimpo del golf mondiale.
Ma forse anche questo a Vijay Singh non viene perdonato, perchè in fondo il prescelto per tale impresa non è mai stato lui.

Vijay Singh
Vijay Singh alla vittoria del Masters nel 2000 – National Club Golfer

Vijay Singh una carriera finita ancora prima di cominciare

Nato a Lautoka nelle Fiji il 22 Febbraio 1963, Vijay Singh si avvicina al golf da piccolo, grazie alla passione di suo padre, un tecnico aereoportuale.
Nonostante da ragazzo Vijay pratichi molti sport, tra cui il Rugby, la sua dedizione al golf è totale e maniacale. Fin da piccolo, passa ogni momento possibile al campo da golf dell’aeroporto di Nadi ad allenarsi.
La famiglia non è certo benestante, tant’è che suo padre spesso gli ricorda come le palline da golf non cadano dagli alberi. Ma questo non ferma di certo un ragazzo tenace come Vijay, che risolve il problema usando noci di cocco al loro posto.
Nel 1982 diventa professionista e nel 1984 ottiene la sua prima vittoria sul PGA Tour Asiatico. Quella che può essere l’inizio di una grande storia, subisce invece un brutale colpo nel 1985.
The Big Fijan, (questo il suo soprannome) è accusato di un peccato capitale per il mondo del golf: ha truccato il suo score per passare un taglio.
Dopo alcune indagini, Vijay Singh è bandito a vita dal Tour Asiatico; non solo non può più giocare, ora è per il mondo golfistico la “rappresentazione del male”.

Andata e ritorno dall’inferno al paradiso

Vijay Singh passa i successivi due anni lavorando prima al Keningau Club di Sabah, poi al Miri Golf Club di Sarawak.
Nonostante questo sia il peggior momento della sua vita, Vijay lo usa per continuare ad accresce la sua esperienza dedicandosi alla pratica.
Inizia a risparmiare ogni soldo possibile per poter tornare a giocare e finalmente nel 1988, riesce nell’impresa, partecipando e vincendo il Nigerian Open.
Grazie a questo successo, si iscrive alla Qualifying School European Tour e al suo secondo tentativo nel 1989 ottiene la carta.
L’inferno è ormai alle spalle e le porte del paradiso si riaprono davanti a lui, portandolo subito alla vittoria del Volvo Open Championship in Italia.
In quello stesso anno vince complessivamente quattro tornei dell’European Tour riportando il suo nome alla ribalta del golf mondiale.

Vijay Singh
Tiger Woods e Vijay Singh durante una President Cup – Adobe Stock

Il ritorno nella PGA

Ora che finalmente tutti i suoi duri allenamenti vengono ripagati, Vijay Singh non intende più fermarsi.
Il mondo del golf aspetta in trepidazione una nemesi del Dio (Tiger Woods) e chi meglio di Phil Mikelson o Ernie Els.
Ma non hanno fatto i conti con “l’uomo cattivo del golf” che nel 1993 torna a competere sul PGA Tour Americano.
In brevissimo tempo, vince il suo primo torneo negli States, il Buick Classic, ottenendo così la nomina di Rookie of the Year Award del PGA Tour.
Nel 1994 si deve fermare un anno per infortunio, ma quando torna nel 1995 riprende da dove aveva interrotto con vittorie come il Phoenix Open e altre.

Vijay Singh e la sua scalata all’Olimpo

Nel 1998 Vijay vince il primo dei suoi 3 Major, il PGA Championship a Sammamish, Washington.
Se ancora il mondo non ha compreso chi sarà la vera nemesi di Tiger Woods, ci pensa Vijay Singh a mettere in chiaro la cosa.
Prima batte di 6 colpi Phil Mikelson allo Sprint International e, successivamente, nel 2000 sconfigge Ernie Else all’Augusta National vincendo il Master.
Nel 2003, “l’uomo cattivo del golf” torna a far parlare male di sè quando rilascia una dichiarazione contro Annika Sorenstam. Rea di togliere un posto ad un professionista maschio, Vijay gli augura di non superare il taglio, scatenando nuove polemiche.
Nonostante questo, grazie a 4 vittorie e 18 top-ten si aggiudica la money list a discapito proprio di quel Dio che vuole detronizzare.
Anche se è ancora Tiger Woods il PGA Tour Player of the Year Award, inizia ad essere chiaro a tutti che esiste un nemico.

Vijay Singh
Tiger Woods squadra Vijay Singh al PGA Championship 2004 – Historic Golf Photos

La vittoria del “cattivo” Vijay Singh sulla Tigre

Vijay è ormai lanciato e finalmente nel 2004 fa quello che nessun altro è riuscito a fare.
In questo anno Vijay Singh si aggiudica il suo terzo Major vincendo nuovamente il PGA Championship.
Ma è il 6 Settembre che ottiene il suo più grande successo al Deutsche Bank Championship in Massachusetts. Dopo ben 5 anni, spinge finalmente fuori dal primo posto della Official World Golf RanKing Tiger Woods, prendendo il suo posto.
Al termine dell’anno il suo palmares conta 9 vittorie, 18 top-ten e un record di 10.905.166$ di guadagni, oltre finalmente al titolo di PGA Tour Player of the Year Award.
Dopo i 40 anni Vijay vince altre 22 volte sul PGA Tour, battendo il record di Sam Snead e alla fine i suoi successi sui vari Tour ammontano a 64.
Alla fine Tiger Woods tornerà al suo posto in cima all’Olimpo del golf e riprenderà il suo dominio. Allo stesso modo, “il cattivo del golf“, avrà nuovamente scontri con la PGA che culmineranno addirittura in una causa civile.
Ma Vijay Singh rimarrà per sempre l’unico a non chiamarsi Tiger a detenere la posizione numero 1 tra il 15 agosto 1999 e il 30 ottobre 2010.
E come dice sempre il suo caddie: “Singh ha preso a calci il sedere di Tiger Woods più di chiunque altro ha fatto ai suoi tempi”.

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