L’estate porta con sé sole e vacanze, ma anche insidie da non sottovalutare. Tra queste, il virus West Nile sta tornando a far parlare di sé in diversi Paesi europei. Con il picco di contagi previsto tra luglio e settembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un chiaro avviso. Le zanzare colpiscono soprattutto nel Sud del continente, e la prevenzione rimane oggi la nostra unica vera arma.
Sintomi e prevenzione: come limitare i rischi del virus West Nile
Non esistono vaccini o cure specifiche per l’uomo. Gli ospedali possono soltanto trattare i sintomi o fornire cure di supporto nei casi più complessi. Proprio per questo, l’OMS Europa invita tutti alla massima attenzione, specialmente nelle ore dell’alba e del tramonto. Piccoli gesti quotidiani riducono drasticamente il pericolo. Tra questi: indossare abiti coprenti, applicare repellenti ed eliminare l’acqua stagnante dai vasi sul balcone. Quest’ultimo suggerimento è legato al fatto che le zanzare depongono le uova proprio nei piccoli ristagni d’acqua vicino alle nostre case, alimentando il rischio di contrarre il virus.
L’infezione, nella maggior parte dei casi, non presenta alcun disturbo. Circa l’80% delle persone colpite non sviluppa infatti alcuna conseguenza. Il restante 20% affronta invece sintomi simili a una normale influenza: febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari o eruzioni sulla pelle. Tuttavia, un contagio su 150 rischia di degenerare in forme gravi per il sistema nervoso centrale. Qualora di verificassero sintomi quali febbre alta o rigidità del collo dopo una puntura, occorre contattare tempestivamente un medico.
Il fattore clima accelera la diffusione dei contagi
Il riscaldamento globale gioca un ruolo fondamentale in questo scenario. Le temperature alte e le estati prolungate creano l’habitat perfetto per la riproduzione degli insetti. La Grecia conta già decine di casi, mentre l’Italia registra la diffusione geografica più ampia, con contagi distribuiti in ben 17 province. Nuove infezioni emergono anche in Spagna, Romania e Macedonia del Nord. Il quadro parla chiaro: il clima sta cambiando e, insieme a lui, cambiano anche le nostre abitudini di sicurezza.
Stefania Cirillo





