Sono stati rivelati i dettagli dell’operazione che ha visto coinvolti un capitano di fregata della Marina militare italiana, Walter Biot, e il diplomatico russo Dmitrij Ostroukhov. L’impiegato addetto all’esercito all’ambasciata russa a Roma ha intercettato l’ufficiale italiano a novembre. Ora Biot chiede di essere interrogato, mentre tra gli investigatori si fa strada il sospetto che non sia l’unica talpa.

Gli incontri tra Walter Biot e Ostroukhov

Gli incontri tra Walter Biot e il russo Ostroukhov sono stati almeno cinque, uno al mese, senza contatti preventivi. L’ultimo il 30 marzo, quando l’addetto dell’ambasciata ha incontrato l’ufficiale italiano presso un supermercato di Spinaceto, a sud di Roma. È qui che avviene lo scambio di una scheda Sd con 181 foto di documenti in cambio di 5000 euro in banconote da 50. Biot è stato filmato tre volte prima di quel giorno mentre fotografava il computer con il suo cellulare: il 18, il 23 e il 25 marzo. Agli investigatori ancora sono ignoti i segreti italiani venduti da Biot, che però promette: non ho messo a rischio il mio Paese perché io non avevo un accesso di alto livello, gli atti che ho ceduto erano comunque rintracciabili anche in altro modo”. Dice di “aver sbagliato, travolto dai problemi della mia famiglia” e riconosce di aver commesso “un grave errore“. Ora si dice “pronto a chiarire ogni dettaglio“.

E se ci fossero altre spie?

Ora c’è il sospetto che Biot non sia l’unica talpa. Perciò sono stati avviati controlli sugli altri contatti dei due diplomatici russi, Dmitrij Ostroukhov e il suo superiore Alexey Nemudrov, che nel frattempo sono stati immediatamente espulsi dalla Farnesina. Gli investigatori ora attendono le nuove rivelazioni che potrebbe portare l’interrogatorio di Walter Biot.

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Martina Maria Mancini