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Webdoc: “La Casa di Carta da Tokyo a Berlino”, lo sfondo bellico della serie

L’attesa è finita. A un anno e mezzo di distanza dall’uscita della quarta stagione, su Netflix è arrivato il quinto e ultimo capitolo, affiancato dall’intimo documentario dal titolo La Casa di Carta da Tokyo a Berlino. Proprio quando sembra che niente possa andare peggio, entra in scena un nemico molto più potente di tutti quelli affrontati finora: l’esercito. La fine del più grande colpo della storia si avvicina. Quella che era iniziata come una rapina, si trasformerà in una guerra. 

Tokyo: “Una vita può contenerne diverse”

Scena tratta dalla serie con protagonista Tokyo alias Úrsula Corberó - Photo credits: Netflix
Scena tratta dalla serie con protagonista Tokyo alias Úrsula Corberó – Photo credits: Netflix

Non sono una che diventa vecchia in prigione, sono una che scappa, e se non può scappare il mio corpo, che almeno scappi la mia anima” racconta la voce narrante di Tokyo alias Úrsula Corberó poco prima dell’esplosione che uccide Gandía e travolge gli altri militari. Denver, Rio e il resto della banda capiscono dal boato che Tokyo si è sacrificata per loro: è stata il loro angelo custode, ha permesso loro di mettersi in salvo, nonché uccidendo Gandía, Tokyo vendica la morte della sua migliore amica Nairobi. Con l’arrivo dell’esercito, il colpo alla Banca di Spagna da rapina è diventato una guerra. E la serie creata da Álex Pina da heist movie sta scivolando sempre più verso il war movie. “Non è un film sul Vietnam“. “È molto peggio, è la difesa di Stalingrado” dicono Denver e Palermo. È guerra, quindi, tra i contendenti è sempre più una questione di amore e odio, di conti personali da regolare, di attacchi e risposte agli attacchi.

Berlino introdurre il figlio, alias la new entry Patrick Criado - Photo credits: Netflix
Berlino introdurre il figlio, alias la new entry Patrick Criado – Photo credits: Netflix


La serie è fatta chiaramente di contrasti netti, così come, accanto a una morte importante si affaccia anche una nuova vita. Il tema della maternità e della paternità, del rapporto tra genitori e figli è centrale in questa prima metà della Parte 5. Abbiamo visto Stoccolma e Denver interrogarsi sulla scelta di tornare a rapinare e lasciare il figlio a dei monaci, con il rischio che cresca senza genitori. Attraverso flashback, Berlino introduce il figlio, alias la new entry Patrick Criado, a una sorta di educazione criminale a Copenaghen, cioè al suo primo colpo, di fatto scegliendo per lui la strada da intraprendere. Abbiamo visto Alicia Sierra dare alla luce la bambina che aveva in grembo, e interrogarsi immediatamente su quale sarebbe stata la sua vita. Tema che possiamo racchiudere nelle parole esplosive citate da Berlino per descrivere che cosa significasse avere un figlio: “una testata nucleare che distrugge ogni cosa”.

La Casa di Carta: da Tokyo a Berlino, adrenalina da polvere da sparo

“La Casa di Carta da Tokyo a Berlino” Backstage - Photo credits: Netflix
La Casa di Carta da Tokyo a Berlino” Backstage – Photo credits: Netflix

Una promessa: combattere, senza arrendersi prima che sia il corpo a cedere. È uno dei momenti piu’ incerti di sempre. La banda è alle strette e sembra che questa sia davvero la fine. E come se non bastasse, fanno il loro ingresso nella serie spagnola più vista al mondo ben tre nuovi personaggi: il figlio di Berlino, il grande amore di Tokyo e il comandante dell’esercito. Il creatore della serie Alex Pina ha detto:

La banda sarà spinta in situazioni irreversibili, in una guerra selvaggia. È la parte più epica di tutte le parti che abbiamo girato. Abbiamo passato quasi un anno a pensare a come mettere il Professore alle corde. Come entrare in situazioni irreversibili per molti personaggi. Il risultato è la quinta stagione. La guerra raggiunge i suoi livelli più estremi e selvaggi, ma è anche la più epica ed emozionante.

La battaglia, con vinti e vincitori, fra le forze dell’ordine e il gruppo di ladri messo insieme dal Professore promettono la guerra totale. I toni, ancora una volta, sono stati quelli di un’epica nazionalpopolare, dove non c’è spazio alcuno per la dicotomia morale bene e male. I ladri sono gli eroi della trama, arrivata dopo cinque stagioni al suo atto finale con la più inverosimile rapina della storia.

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Giuliana Aglio

Laureanda in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali e Diplomatiche: Storia, Cultura, Mondo, Attualità, presso Unict. Amante della fotografia e della Settima Arte visionaria, come testimonianza storica d'impegno civile e documentaria, costantemente ispirata dal naturalista David Attenborough e da registi del calibro di Steven Spielberg, Martin Scorsese, Chris Columbus, Taika Waititi, Todd Phillips, Guillermo del Toro, Christopher Nolan e Denis Villeneuve. Innamorata dei Musical quali "The Greatest Showman" e del tanto acclamato "A Star is Born". Aspirando alla carriera da regista/giornalista continuerò ad emozionarmi non smettendo mai di sognare attraverso l'inspiegabile piacere che il cinema regala con la "magia" capace di rendere meravigliose le cose ordinarie e la "bellezza" di spingerci dove non ci sono confini e orizzonti.
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