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Webdoc: “The Story of Diana”, la gioventù della principessa del popolo a distanza di 60 anni

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In occasione dell’anniversario della nascita di Lady D., Webdoc dedica la sua rubrica all’intramontabile principessa del popolo. Realizzato da ABC e People, tramite interviste e vecchi filmati, la docuserie The Story of Diana, analizza la figura della principessa, il suo volto pubblico e quello privato. La curiosità intorno alla famiglia reale inglese non si è mai realmente spenta, interviste e ipotesi ci raccontano la famiglia Windsor giorno dopo giorno e nonostante le vicende di Harry e Meghan, e William e Kate siano tra le più chiacchierate di sempre, è Lady Diana che, a distanza di anni dalla sua scomparsa, continua a catalizzare l’attenzione di milioni di appassionati.

“The Story of Diana”, la viva memoria di Diana

Carlo e Diana a Balmoral Castle - Credits: Alamy
Carlo e Diana a Balmoral Castle – Credits: Alamy

Morta 36enne a Parigi nell’agosto 1997, Lady D., avrebbe compiuto ieri 60 anni. La principessa Diana decise di usare il suo privilegio e il suo status per creare consapevolezza su molte cause come l’AIDS, il che l’ha resa una delle preferite dalle masse. La TV e il cinema questo lo sanno bene ed è proprio per questo motivo che continuano ad affrontare “la questione Diana”. Film, serie televisive e documentari hanno discusso la vita e la morte della principessa del popolo, come nella docuserie in due parti, disponibile su Netflix: sguardo completo sulla gioventù, il matrimonio e la difficoltà di integrarsi a corte. Tra pressioni sociali e scogli insormontabili in ambito sentimentale, la miniserie si concentra sulla lotta interiore di Diana, narrata attraverso lo guardo di chi le era più vicino, con un focus sul fratello Charles, IX Conte Spencer.

“The Story of Lady Diana”, la principessa del Galles e la Stampa -Credits: The Independent
“The Story of Lady Diana”, la principessa del Galles e la Stampa -Credits: The Independent

Il documentario unisce filmati d’archivio con interviste di storici, amici e familiari, dando il giusto tributo a una donna che viveva ai margini del reale e del comune ma ugualmente amata da tutti. Diana era una donna costantemente perseguitata dalla stampa e cercava sempre di mantenere un comportamento ordinario. Ha usato la sua posizione e il suo potere per potenziare la comunità. Il documentario racconta il suo lavoro con i poveri e i disabili e la tensione che ha creato nella famiglia reale, infrangendo la tradizione, scegliendo di avere il suo primo bambino William in un ospedale invece che a Palazzo, e modernizzando la monarchia britannica portandola fuori dai libri di storia. The Story of Diana è una docuserie ben realizzata che ti porta in un viaggio nella vita reale della moglie del futuro re d’Inghilterra.

Lady D: a Kensington Palace la statua per i 60 anni

Allestimento in Inghilterra per i festeggiamenti dei 60 anni di Lady D., la principessa del popolo - Photo Credits: Rai News
Allestimento in Inghilterra per i festeggiamenti dei 60 anni di Lady D., la principessa del popolo – Photo Credits: Rai News

Fianco a fianco il principe William e il fratello Harry, si sono riuniti ieri nella dimora reale di Kensington Palace per inaugurare il monumento permanente in memoria della madre Diana a 60 anni dalla sua nascita. Un incontro da cui non ci si aspetta chissà quale svolta, ma che potrebbe segnare almeno un momento di tregua nell’apparente spaccatura consumatasi in questi mesi fra i due fratelli un tempo inseparabili. Tra i primi ad arrivare Charles Spencer, il fratello di Lady Diana, con la sorella Sarah e un’ampia rappresentanza della famiglia.

Statua eretta nella dimora reale di Kensington Palace in memoria della principessa Lady D., commissionata dai figli William e Harry - Photo Credits: The Guardian
Statua eretta nella dimora reale di Kensington Palace in memoria della principessa Lady D., commissionata dai figli William e Harry – Photo Credits: The Guardian

Commissionata proprio da William e Harry nel 2017, la statua di Lady Diana è stata affidata alla gestione di un comitato animato anche dalla sorella della principessa, Sarah, e da alcune delle sue amiche più care come Julia Samuel, madrina di battesimo del principino George. Opera ​dello scultore Ian Rank Broadley, famosissimo in Gran Bretagna e a cui si deve la realizzazione dell’effigie della regina Elisabetta su tutte le monete del Regno Unito e del Commonwealth dal 1998, e del designer di architetture da giardino Pip Morrison, diventerà il nuovo punto focale di Sunken Garden nei giardini di Kensington Pace.

Quando i fratelli reali decisero di farla erigere, dissero che l’idea era di:

Far riflettere i visitatori sulla vita e l’eredità della principessa. Questo è stato un progetto molto speciale Sunken Garden era il luogo preferito di nostra madre principessa del Galles. Ogni giorno, vorremmo che fosse ancora con noi e la nostra speranza è che questa statua verrà vista per sempre come un simbolo della sua vita e della sua eredità. Ci ricordiamo del suo amore, della sua forza e del suo carattere, qualità che l’hanno resa una forza del bene in tutto il mondo, cambiando innumerevoli vite in meglio. Grazie a tutti coloro nel mondo che mantengono viva la memoria di nostra madre.

William e Harry
Webdoc: storie, fatti, idee” ti aspetta venerdì prossimo 9 Luglio alle 18:00 con una nuova opera di denuncia, tratta dalla sfida creativa affrontata da registi del cinema civile, sia di finzione che documentaria, ispirata a una realtà sociale, politica, culturale o religiosa.

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Rubrica a cura di Giuliana Aglio

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Giuliana Aglio

Laureanda in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali e Diplomatiche: Storia, Cultura, Mondo, Attualità, presso Unict. Amante della fotografia e della Settima Arte visionaria, come testimonianza storica d'impegno civile e documentaria, costantemente ispirata dal naturalista David Attenborough e da registi del calibro di Steven Spielberg, Martin Scorsese, Chris Columbus, Taika Waititi, Todd Phillips, Guillermo del Toro, Christopher Nolan e Denis Villeneuve. Innamorata dei Musical quali "The Greatest Showman" e del tanto acclamato "A Star is Born". Aspirando alla carriera da regista/giornalista continuerò ad emozionarmi non smettendo mai di sognare attraverso l'inspiegabile piacere che il cinema regala con la "magia" capace di rendere meravigliose le cose ordinarie e la "bellezza" di spingerci dove non ci sono confini e orizzonti.
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