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CoffeeNSupes: “X-Men 2”, la questione mutante

Locandina di X-Men 2 - Photo Credits: web

Benvenute e benvenuti su CoffeeNSupes, la rubrica sui supereroi da leggere in pausa caffè!

Tazzina alla mano, vi accompagnerò in un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta dei film sui supereroi più e meno conosciuti fino a spingerci nelle profondità della psicologia, filosofia e sociologia nascosta tra le righe degli affascinanti eroi e villain moderni.

In questo appuntamento parleremo di X-Men 2 e del mondo dei mutanti. Analizzeremo la loro metafora sociologica come anticipato nella scorsa puntata dedicata a loro. Siete pronti? Zuccherate il vostro caffè e allacciate i mantelli…

Nerds, assemble!

Ian McKellen torna a vestire i panni di Magneto in X-Men 2 - Photo Credits: web
Ian McKellen torna a vestire i panni di Magneto in X-Men 2 – Photo Credits: web

X-Men 2, il film

In questo sequel del 2003 la squadra degli X-Men torna a scontrarsi contro il pregiudizio dei non mutanti. Un attentato fallito ai danni del Presidente americano da parte di un mutante convince il Capo dello Stato ad accettare i metodi del colonnello Stryker, che sfrutta la paura ottenendo un mandato di arresto per Xavier e tutti i mutanti della sua Scuola per Giovani Dotati. Durante il raid alcuni giovani vengono catturati, mentre altri vengono portati in salvo da Wolverine.

Contemporaneamente Jean Grey e Tempesta sono sulle tracce del presunto terrorista Nightcrawler, che tuttavia non ricorda come abbia fatto ad arrivare alla Casa Bianca. In cerca di chiarimenti sull’accaduto, il professor Xavier e Ciclope si recano nella prigione di massima sicurezza in cui è rinchiuso Magneto. Dopo aver assistito alla sua fuga avvenuta grazie a Mystica, i due vengono catturati dagli uomini di Stryker. I mutanti vengono portati in una base militare dove il colonnello conduce esperimenti di controllo mentale su di loro e sta per mettere in atto il suo piano per sterminarli tutti.

Alan Cumming è Nightcrawler - Photo Credits: web
Alan Cumming è Nightcrawler – Photo Credits: web

Una distopia mutante

Gli X-Men, prima quelli dei fumetti e poi quelli cinematografici, hanno sempre rappresentato le minoranze costrette a combattere contro l’odio di razza, la paura del diverso e la superbia vagamente filoariana dell’homo sapiens, e di alcuni mutanti stessi. Creati negli anni ’60 in un periodo in cui la società occidentale era in tumulto per questioni di integrazione, emancipazione, diritti civili e parità, tristemente continuano a rispecchiare il cuore della nostra società.

Mutanti. Sin dalla scoperta della loro esistenza sono stati guardati con paura, con ostilità. Con odio perfino. In tutto il pianeta infuria il dibattito: i mutanti sono l’anello successivo della catena evolutiva o semplicemente una nuova specie umana che lotta per il suo posto al sole? Comunque sia è un fatto storico. Vivere in pace non è mai stata una caratteristica dell’umanità.

Il professor Xavier faccia a faccia con "l'arma" di manipolazione mentale di William Stryker - Photo Credits: web
Il professor Xavier faccia a faccia con “l’arma” di manipolazione mentale di William Stryker – Photo Credits: web

La “questione” mutante

Il clima di sospetto e pregiudizio verso i mutanti tocca forse il suo culmine quando il fratello di Bobby aka Uomo Ghiaccio arriva a chiamare la polizia per far arrestare lui e gli altri mutanti che lo accompagnano. La paura è il nemico più pericoloso perché manipola la maggioranza e permette a chi ha potere di sfruttarla per i propri obiettivi. È questo che succede in X-Men 2. William Stryker sfrutta la paura della popolazione, derivante dall’ignoranza, e crea allo stesso tempo movente e soluzione al problema dei mutanti. Un piano che non può che richiamare alla memoria una soluzione finale, già incontrata nella nostra storia, al fine di risolvere la questione ebraica invece di una fittizia questione mutante.

Dio ama, l’uomo uccide

Se il parallelismo tra il nostro mondo e quello dei mutanti sembra eccessivo, e le loro lotte contro odio e violenza degne unicamente di un prodotto d’intrattenimento, si pensi al lato oscuro della nostra società. Viviamo in un mondo in cui si auspica la morte di qualcuno semplicemente perché diverso, in cui si incita alla violenza fisica, in cui non c’è spazio per l’individualità, in cui l’omosessualità viene ritenuta una malattia. Ancora oggi risulta più semplice incriminare e colpevolizzare una donna vittima di violenza piuttosto che il suo stupratore, condannare il tentativo di autodifesa anziché l’intenzione di offendere.

Qui si parla ovviamente di prodotti di fantasia, ma che contengono un’importante morale. Non sono passate molte generazioni da quando un uomo decise che alcune minoranze erano meritevoli solo dell’estinzione. Di William Stryker nel mondo ce ne sono ancora tanti. Gli X-Men dovrebbero insegnarci che nessuno ha il diritto di decidere del genocidio di una “razza”. Che la paura deriva dalla non conoscenza di una realtà e non dovrebbe trasformarsi in discriminazione. E che il rancore verso determinati individui non può giustificare la violenza generalizzata verso una specifica “categoria”.

Brian Cox è William Stryker in X-Men 2 - Photo Credits: web
Brian Cox è William Stryker in X-Men 2 – Photo Credits: web

Continuate a seguire la rubrica CoffeeNSupes per ripercorrere insieme tutti i film sui supereroi. Vi aspetto giovedì prossimo 8 ottobre alle 10:30 con un nuovo appuntamento!

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