Xu Zewei, il cittadino cinese arrestato lo scorso 3 luglio all’aeroporto di Malpensa con l’accusa di spionaggio, è stato estradato negli Stati Uniti. Su di lui, pendeva un mandato di arresto internazionale. Secondo l’FBI, l’uomo apparterrebbe a un gruppo di hacker che, nel 2020, aveva ottenuto illegalmente informazioni sui vaccini contro il coronavirus in fase di sviluppo all’Università del Texas. A gennaio, la Corte d’appello di Milano aveva dichiarato legittima la domanda di estradizione.
All’inizio di questo mese, la Cassazione ha rifiutato il suo ricorso contro il provvedimento. Alla fine, anche il ministero della Giustizia ha dato il via libera. Sull’uomo pende anche l’accusa di aver fatto parte di “una campagna di intrusione informatica su larga scala orchestrata” dal governo cinese, che ha “preso di mira migliaia di computer in tutto il mondo”. Lo scopo sarebbe stato quello di ottenere informazioni su “varie politiche del governo statunitense”.
Le accuse contro Xu Zewei, estradato negli USA
Come riferito da sua moglie, il trentatreenne Xu Zewei, residente a Shanghai, sarebbe “solamente” un tecnico di un’azienda informatica, in Italia per vacanza. Il 4 luglio 2025 la giudice Veronica Tallarida ne ha convalidato l’arresto e ha emesso la custodia cautelare in carcere. L’uomo era ricercato a livello internazionale su mandato d’arresto, emesso il 2 novembre 2023, dal Distretto meridionale del Texas del Tribunale distrettuale degli USA. Il governo statunitense lo accusa di frode telematica e furto di identità aggravato (per una pena massima di cinque anni), associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica (vent’anni), accesso non autorizzato a computer protetti (cinque anni) e furto di identità aggravato (due anni).
Come riferito dalla giudice, “il ministero dell’Interno ha comunicato che l’autorità statunitense ha emesso il provvedimento” sulla base di un’inchiesta dell’FBI. In essa “è emerso che Xu Zewei ha preso parte, insieme ad altri connazionali cittadini” cinesi ad una “associazione a delinquere finalizzata a rubare informazioni tramite l’accesso non autorizzato a computer, tra cui quelli di varie università e centri di ricerca scientifica, ubicati negli Stati Uniti e altrove”. Sempre secondo l’agenzia investigativa, Xu avrebbe agito in questa “attività di intrusione informatica per conto di autorità appartenenti al governo cinese”.
Federica Checchia





