Ylop – Lanciata nel 2024, è una fragranza del brand francese Sora Dora, il suo naso è Amelie Bourgeois.

Sora Dora

Mercoledì 16 luglio 1902, Antoine SORADORA nacque nel caldo soffocante di Loulé, una cittadina nel sud del Portogallo. Su questa lingua di terra dove le scogliere fingono di rompersi sotto le onde che si infrangono e la schiuma del mare si muove vorticosamente nella brezza. Tutto ciò ci ricorda quanto può essere leggera la vita.

I genitori di Antoine sono molto religiosi e si guadagnano da vivere con l’agricoltura. Antoine li accompagna in chiesa ogni domenica.

Antoine SORADORA è un solitario. È così saggio e riflessivo che gli anziani vedono in lui le premesse per un futuro prete.

Ma segretamente, Antoine sente un intimo e misterioso tumulto interiore: l’ebbrezza dei profumi, la vertigine dei profumi. E Dio sa che, mentre vaga per le pianure e il sottobosco delle stagioni, i profumi non cessano mai di turbinare nella sua mente, plasmando i suoi sensi e scolpendo le sue ispirazioni.

Dalla lavanda che pende selvaggia lungo i bordi delle strade, dalla fusione di terra e acqua, dallo zampillo delle sorgenti ai margini del sottobosco, dalla torba, dal fieno, dall’erba appena tagliata, dai fiori e dalla frutta, Antoine trae tutto il suo stupore, sente tutto il suo trasporto.

Siamo nel 1920. Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Antoine SORADORA si trova di fronte a un dilemma: seguire la strada tracciata per lui o lasciare il suo paese.

Lasciare tutto alle spalle e vivere appieno la vita.

Mentre l’inverno – umido e mite – si trascina quell’anno, il giovane sente una notizia che lo porterà a prendere una decisione. “La Francia sta reclutando manodopera straniera per alimentare le sue grandi attività minerarie”, gli sussurra l’amico Sandro all’angolo di una strada.
Senza voltarsi indietro, Antoine SORADORA decide di lasciare la sua terra natale.

Il viaggio è stato duro, ma alla fine è riuscito a raggiungere un piccolo villaggio: Gréasque, nel sud-est della Francia.

Sul posto, è stato accolto da una famiglia locale che gli ha dato una modesta casetta da giardino in cui vivere.

Antoine è molto felice. Il primo segno della sua gratitudine verso questa famiglia non si è fatto attendere: ha rapidamente trasformato questa terra vergine in un piccolo paradiso. Un giardino dell’Eden in Provenza, pieno di alberi da frutto, fiori e centinaia di varietà di piante aromatiche.

Durante questo periodo, le giornate di Antoine erano divise tra il lavoro in miniera e la cura del suo giardino. Quando aveva tempo libero, Antoine SORADORA partiva per scoprire la regione, ed è durante una delle sue visite che è rimasto affascinato dalla città di Grasse.

Sulle alture di questa piccola città, il giovane incontra Etienne, un coltivatore di gelsomini. Etienne, 20 anni più grande di lui, è alto e snello, ma ha ancora l’anima di un bambino. Sensibile e confortante, fa rapidamente sentire Antoine a casa. Una complicità naturale nasce dalla loro comune passione per le piante.

Antoine SORADORA gli fa visitare il suo giardino, suscitando lo stupore del coltivatore. Quando Etienne ne vede l’enorme potenziale, il ragazzo di Loulé diventa capo giardiniere della fattoria di gelsomini.

In segreto, i due iniziano a lavorare a un nuovo progetto. Antoine SORADORA ed Etienne mettono in comune le loro conoscenze e sensibilità per sperimentare la creazione di profumi. Grazie al capitale generato dalla coltivazione del gelsomino, i due uomini hanno la libertà di ordinare tutte le materie prime di cui hanno bisogno per il loro lavoro.

Alla morte del suo amico, ad Antoine SORADORA vengono affidate le chiavi di questo grande progetto. Mette la sua inventiva al servizio dei profumi e produce il suo primo profumo appena un anno dopo aver preso in mano le redini del laboratorio.

Il giovane scopre i piccoli bar di Aix-en-Provence. Lì incontra Rose. L’amore della sua vita. Da Gréasque, diventa sua moglie. Con lei avrà tre figlie a cui trasmetterà tutto il suo know-how, con dolcezza e alti standard: Jany, Claudie e Marie-Rose.

Oggi, il marchio di profumi SORADORA, che prende il nome da questo immigrato portoghese, è diventato un marchio prestigioso da quattro generazioni. Le sette fragranze della collezione 2021 uniscono tutta la potenza e l’emozione della carriera di Antoine SORADORA.

Ogni flacone di profumo contiene tutti i tremori e i viticci di quest’uomo.

Di un uomo che ha osato lasciare il suo paese e i suoi cari per realizzare i suoi sogni.

Per farci respirare la sua vita.

Per farci sentire la sua esistenza.

Ylop di Sora Dora

Il profumo di cui parleremo oggi è “Ylop”, un Extrait de Parfum dagli accordi principalmente floreali, aromatici e fruttati.

Ispirazione

Ylop nasce da una storia d’amore. I suoi sentori si possono immaginare al tatto: è sulla pelle che questa fragranza sconvolge i nostri sensi.

Giocando sugli echi della morbidezza vellutata di un’albicocca e la sensualità della pelle, questo profumo materico assume i sentori naturali della pelle. Il corpo della persona amata catturato e racchiuso in una bottiglia, Ylop offre una visione prismatica delle nostre storie romantiche. A volte le note risuonano da un singolo corpo, a volte sono specchi di milioni di altre pelli, Ylop oscilla tra la sua ispirazione – Poly – e i suoi molteplici spruzzi – poliamorosi. Dall’osmanto al sesamo nero, Ylop promette le carezze di una pelle preziosa. Al vostro amore.

ylop

Piramide olfattiva di Ylop

Scopriamo insieme le note annunciate di Ylop.

TestaAlbicocca Tostata, Mela, Tè
CuoreAssoluta di Osmanto, Mandorla, Essenza di Rosmarino
FondoEstratto di Sesamo nero, Assoluta di Vaniglia nera, Vetiver di Haiti

Prestazioni

Percezione delle caratteristiche di Ylop.

SillageDelicato
PersistenzaMedia
ProiezioneBassa

Ylop – Un viaggio olfattivo

Inizio mettendo una piccola pentola d’acqua sul fuoco; il borbottio cresce man mano che l’acqua prende calore. Poi prendo le albicocche, morbide e dorate, e le taglio con cura a pezzetti. Il loro profumo si diffonde nell’aria, come una promessa di dolcezza. A seguire, affondo il coltello nelle mele, croccanti e fresche, tagliandole in fette sottili. La loro polpa, bianca e lucida, sembra riflettere la luce che entra dalla finestra.

Mentre l’acqua continua a riscaldarsi, prendo un baccello di vaniglia, taglio delicatamente il lungo fusto e ne estraggo i semi neri che si disperdono, quasi fossero polvere di stelle. Aggiungo tutti gli ingredienti in un infusore, come se fosse una piccola magia da compiere: le albicocche, le mele e la vaniglia, mescolate insieme in una danza silenziosa.

L’acqua raggiunge il punto di ebollizione e la verso sopra l’infusore, osservando il vapore che si solleva, caldo e aromatico, mentre l’aroma dei frutti e della vaniglia inizia a diffondersi in tutta la cucina. L’infusore si riempie di un liquido che lentamente diventa dorato, come se avesse preso il colore del tramonto. Lascio riposare, con pazienza, aspettando che i sapori si mescolino e si fondano in un abbraccio perfetto.

Poi, finalmente, prendo la tazza e sorseggio il mio infuso, ogni sorso un piccolo viaggio che scivola dolcemente dentro di me, come un ricordo di un’estate che non voglio dimenticare. La fragranza morbida avvolge subito l’aria, dolce e cremosa ed io sorrido, come se fosse un piccolo rituale che mi appartiene da sempre. Siedo sul portico di legno di casa mia, dove la luce del tramonto tinge tutto di arancione e oro.

Il mio respiro si fa più lento, e mi lascio abbracciare dalla serenità di questo momento. Sento il tepore del sole che ancora si fa sentire sulla pelle, ma la brezza della sera è già fresca, come un abbraccio che mi sussurra di rallentare.

Provo a spostarmi la copertina di dosso, ma… non ce l’ho. Un altro sorriso mi sfiora le labbra, un sorriso che nasce dalla consapevolezza di come, a volte, la mente si faccia ingannare dai suoi stessi desideri. Non importa. Non ho bisogno di altro in questo momento, se non di questo infuso, di questo tramonto e di questa pace che riempie ogni angolo del mio essere.

Titoli di coda

Sora Dora si è fatta riconoscere nel panorama attuale dei profumi di nicchia, per la sua referenza gourmand “Jany“. Si tratta di una vera e propria ricetta di pasticceria: mela, pasta sfoglia, caramello, frutta secca ed altro ancora. Buonissimo!

Ma nella loro collezione, a mio parere, il profumo che si distingue completamente è proprio “Ylop”. L’idea di base è quella di un tè, un infuso all’albicocca. In effetti, quello c’è sicuramente. Non parliamo di un tè polveroso come il matcha, fougère o speziato; ma proprio di una bevanda confortevole, cremosa, quasi un po’ lattea e nettarina. Probabilmente un tè bianco o giallo (se esistesse).

“Ylop” parte, quindi, con questa concezione nella sua piramide olfattiva. Infatti troviamo albicocca, osmanto, tè e mela.
Però, poi, il profumo inizia ad avvolgersi su di noi come una copertina morbida. Prende le ultime note da noi e si trasforma in uno skin scent, forse merito anche di mandorla e vaniglia. Quindi è vero, è una fragranza poliamorosa che fa l’amore con ogni pelle.

Comincia a diventare pulito, restando fruttato. Non è un infuso caldo e nemmeno un tè freddo. Forse più una crema corpo all’albicocca dalle ottime prestazioni.
Il sesamo, in verità, lo percepisco all’inizio con la sua accezione tostata ed un po’ pungente, unito alla freschezza di rosmarino e mela.

“Ylop” è perfetto come profumo da coccola o anche prima di infilarsi sotto le coperte, poiché non è invasivo. Lo vedo bene indossato da un’indole docile e sognatrice, un cuore educato o che vuole dimostrare di poter esserlo.

Vivi, sogna e ricorda attraverso il tuo naso!

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