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Zona arancione: 4 regioni rischiano il cambio di colore, ecco quali

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Con l’aumento dei casi, e delle occupazioni nei posti letto delle terapie intensive e delle aree mediche, da lunedì 24 gennaio 4 regioni si ritroveranno in zona arancione. Sarebbero il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, l’Abruzzo e la Sicilia a riportare dati allarmanti. Nel frattempo però i Presidenti di regione richiedono lo stop alle fasce a colori: “non servono più”, ma la Valle D’Aosta si muove verso la zona rossa.

Le regioni che da lunedì passeranno in zona arancione

Si attendono oggi i dati di monitoraggio Iss che con la firma del Ministro della Salute Speranza, decreterebbero il passaggio di 4 regioni dalla zona gialla a quella arancione, e un possibile passaggio di una regione alla zona rossa.
A preoccupare è l’aumento delle occupazione in ospedali nei reparti Covid delle terapie intensive e delle aree mediche, che secondo di dati riportati da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari Regionali)in alcuni territori avrebbero raggiunto o superato la soglia del 20%.

Le regioni interessate sarebbero il Friuli Venezia Giulia con le terapie intensive al 23% e gli altri reparti Covid al 34%; il Piemonte, con un’occupazione nelle terapie intensive al 23% e del 30% nelle aree Covid non critiche; l’Abruzzo con il 22% nelle aree intensive e il 32% in quelle mediche; e infine la Sicilia che registra il 20% nelle terapie intensive e il 37% nei reparti non critici.

Ad essere già da una settimana in zona arancione è la Valle D’Aosta (con un 18% e un 55%), che ora rischierebbe il cambio di colore rosso, previsto in caso di soglie di occupazione dell’almeno 30% nell’area intensiva e del 40% in quelle mediche.
Secondo il Presidente di regione Erik Lavevaz, dato l’andamento di questa settimana, si sarebbe riusciti ad evitare il passaggio di colore e anzi: “Collocherebbero la Valle d’Aosta in zona gialla, allontanando il pericolo di finire in zona rossa “, ribadendo quanto in realtà la regione si sia ritrovata in zona arancione per pochi casi provocando anche un danno di immagine ed economico al territorio che in questo periodo è solitamente abituato ad essere molto redditizio nel settore del turismo.

Nel frattempo ad ascoltare il grido delle regioni, ad eliminare il sezionamento a colori è stato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa che dichiara: “C’è il super green pass e una platea del 90% di vaccinati. Di fronte a questo il sistema dei colori generalizzati non ha più senso -aggiungendo che- L’unico criterio che deve rimanere è quello della zona rossa”.

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