Metropolitan Today

10 anni dalla strage di Utoya e Oslo e il mostro Breivik non si è mai pentito

La Norvegia non dimentica le 77 vittime innocenti delle stragi di Oslo e Utøya

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Il 22 luglio 2011 l’estremista di destra norvegese Anders Behring Breivik uccise otto persone con una bomba a Oslo, prima di raggiungere l’isola di Utoya vestito da agente di polizia a uccidere a colpi d’arma da fuoco 69 persone che partecipavano a un raduno del Partito laburista giovanile, ferendone altre decine. La commemorazione in occasione del decennale avrebbe dovuto svolgersi dalle 15.25 di oggi, momento in cui il sole avrebbe illuminato la prima di 77 colonne di bronzo davanti all’isola, fuori dalla capitale. Per tre ore e otto minuti, l’esatta durata dell’attacco, il sole avrebbe raggiunto ciascuna delle colonne progettate dagli architetti Manthey Kula, commemorando ogni persona uccisa. Invece, il memoriale resta incompiuto a causa di piani modificati, rinvii, interventi dei tribunali, scontro fra le famiglie dei ragazzi uccisi e i residenti ancora traumatizzati, che temono l’arrivo dei visitatori sulla loro tranquilla isola.

I dieci anni trascorsi in carcere gli sono serviti a mettere a punto la sua idea di futuro tra derive neonaziste, studi universitari, progetti di libri e ricorsi contro il sistema carcerario norvegese. Anders Behring Breivik che 10 anni fa, il 22 luglio 2011 massacrò a sangue freddo con armi automatiche 69 studenti in un campo estivo all’isola di Utoya e altre otto persone a Oslo, punta alla libertà condizionale attraverso una revisione legale alla quale ha diritto dopo dieci anni di prigione in base all’ordinamento vigente.

Breivik non si è mai pentito della mostruosità compiuta e non ha alcuna intenzione di farlo. L’estremista di destra ora 42enne venne dichiarato sano di mente all’epoca del processo, nel 2012, quindi pienamente responsabile delle stragi e fu condannato a 21 anni, il massimo della pena in Norvegia, alla quale si possono aggiungere di volta in volta in caso di comprovata pericolosita’ pene aggiuntive di cinque anni.

In carcere, Breivik dispone di tre camere, una per dormire, l’altra per studiare e l’ultima adibita a palestra. Il terrorista può uscire una volta al giorno, dispone di un computer senza internet, televisione e Playstation. Nel 2014, l’autore delle stragi avanzò dodici richieste alle autorità: tra queste la sostituzione della Playstation 2 con il modello più aggiornato e un adeguamento del salario previsto per i carcerati.

Non si è pentito e non ha alcuna intenzione di farlo, anzi. I dieci anni trascorsi in carcere gli sono serviti a mettere a punto la sua idea di futuro tra derive neonaziste, studi universitari, progetti di libri e ricorsi contro il sistema carcerario norvegese. Anders Behring Breivik punta alla libertà condizionale attraverso una revisione legale alla quale ha diritto dopo dieci anni di prigione in base all’ordinamento vigente. Difficilmente la otterrà anche in un sistema ultra garantista come quello di Oslo.

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