Il berretto, la polo col colletto giusto, il pantalone a scacchi piuttosto che a tinta unita. Forse l’attrezzatura? Quella nuova ogni mese, quella che ci fa tirare più lungo o un po’ più dritto. Potrebbe essere il putter oppure il tipo di pallina…

Non è nulla di tutto questo.

15° bastone

La vera differenza tra un giocatore ed un golfista della domenica è il “numero di bastoni” che ha in sacca. Oltre ai soliti quattordici serve il 15esimo. Non è irregolare, anzi, è quasi d’obbligo.
Il 15esimo bastone è quello è situato tra le due orecchie: la nostra testa. L’unico bastone che non può colpire la palla ma che impatta con forza nel gioco di ognuno.
É l’arma che consente di vedere se quella pendenza sul green della 18esima buca è veramente illeggibile, o semplicemente un classico sinistra-destra da puttare con decisione. Fa arrivare lucidi al traguardo, che siano i 35 punti della gara della domenica o il colpo decisivo dello US Open.

15° bastone
Il nostro 15esimo bastone
Photo credits: Golfsciencelab

Tin Cup

Buca 18 US Open: Roy McAvoy è in centro pista in un lungo par 5 con il green protetto da un grande ostacolo d’acqua. É in testa e con un par sarà US Open Champion.
Prende in mano il suo legno e decide di tirare al green, soprattutto per riempire il suo ego.
Il dio del golf ha una vista infallibile e quella palla casca in green ma rotola in acqua. Il nostro eroe chiude con uno spettacolare 12, imbucando dal centro del fairway con l’ultima pallina rimasta in sacca: vincendo una guerra contro se stesso ma perdendo la gara più importante della sua vita. 
Questo finale è da film, proprio perchè “Tin Cup” è una pellicola del 1996. Estremizzata, ma rappresentazione dei dilemmi interni ad ogni golfista.

Locandina del film Tin Cup

Ultimo Pro senza 15° bastone

Eddie Pepperel, un giocatore che non lotta per i 35 punti della domenica, è stato squalificato al Turkish Open (finito domenica) proprio per un evento simile. Eddie decide di incaponirsi e tira 6 palle in acqua: squalifica e torneo finito. Roy l’ultima l’aveva messa in buca… ma ad Hollywood tutto può succedere.

Ultimo Pro con il 15° bastone

Esempio contrario è quello di Tyrrel Hatton, campione di questa settimana proprio al Turkish Open. Parte con 3 colpi di distacco da Schwab, il quale prima della partenza dichiara: “Oggi fare par non sarà abbastanza”. Così è stato.
Dopo 72 buche è servito un playoff a 6 che ha premiato, in un campo illuminato da luci artificiali, chi ha osato senza ostentare: il nostro Hatton.
Stava giocando bene e presto qualcosa di buono sarebbe uscito. In effetti una prima moneta da 1.8 milioni di euro è qualcosa di molto buono, guadagnata con quel bastone che non si compra ma che si allena, usandolo tutto il giorno e portandolo sempre con sè.

Tyrrell Hutton con il Turkish Open
Photo Credits: The Independent

Usiamolo

Semplici ed ultimi esempi di chi porta e di chi si scorda quella mazza, anche in mondovisione. Perchè pure le celebrità si possono dimenticare il gas acceso quando sono già sull’aereo.
Una volta padroneggiato il 15esimo bastone, senza dubbio il più difficile della sacca, si può essere i giocatori migliori del circolo, della cerchia di amici o del Pga Tour, anche se il resto dell’attrezzatura risulta un po’ datata.
Meglio una sacca nuova o un bastone di cui fidarsi? Meglio essere golfista o giocatore di golf? La risposta è tra le due orecchie.

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