Trump, intervistato da Axios, si è lasciato andare a una considerazione nel suo stile, tra il serio e il faceto, ribadendo che gli iraniani “stanno supplicando di fare un accordo” e spiegando che entrambe le parti hanno concordato di sospendere per una settimana i colloqui fino alla conclusione delle cerimonie funebri. E qui Trump non ha resistito sui funerale di Khamenei: “In questo momento, nessuno sparerà all’altro. Sono tutti lì. Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare”.

Non solo una battuta. Proprio nei giorni scorsi fonti Usa hanno fatto filtrare al New York Times di aver sventato un presunto piano israeliano per eliminare i massimi dirigenti iraniani incaricati di trattare il cessate il fuoco con gli Usa, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Anche grazie a quella strana «protezione» garantita si è poi arrivati al Memorandum, da trasformare ora in intesa durevole.

Trump ha anche detto di essere rimasto sorpreso di vedere così tanti iraniani piangere al funerale di Khamenei. «Pensavo la gente lo odiasse», ha detto, per poi osservare però che «forse sono finte lacrime».

In Iran i funerali sono stati seguiti in realtà da una folla immensa, per lo più vestita di nero, che si è radunata fin dalle 6 locali (le 4.30 italiane) nella Grande Moschea di Mosalla a Teheran per dare l’ultimo saluto al leader iraniano ucciso nel primo giorni degli attacchi Usa-Israele. C’era chi piangeva e chi invocava vendetta e si battendosi ritmicamente il petto. “Questo esercito è venuto qui per amore del leader”, recita uno striscione. L’immagine di Trump è rappresentata su alcuni cartelli e la scritta “Ci sarà sangue”.