Tra gli spettacoli di punta Sopra di me il diluvio di Enzo Cosimi e òMNIRA di Stella Spyrou. Oltre 40 tra artisti emergenti che si esibiscono nella vetrina dei giovani danzatori selezionati dai coreografi della Network Anticorpi XL e quelli già affermati
Il rapporto tra uomo e natura, quello con il proprio corpo, le prigioni fisiche e mentali dalle quali l’uomo può liberarsi. Questi i temi attorno a cui ruotano i tre spettacoli clou della ventesima edizione del festival di danza urbana e d’autore Ammutinamenti, a Ravenna dall’8 al 18 settembre, curato dall’associazione Cantieri per la direzione artistica di Monica Francia e Selina Bassini. L’8 settembre alle 17.30 in piazza San Francesco, è di scena òMNIRA, di Stella Spyrou, coreografa greca, maestra di Capoeira.
Ispirato all’opera Farewall di Ghiannis Ritsos del 1957 e dedicato alla morte del ribelle cipriota Afxentiou. Al centro il tema della liberazione (òmnira, in dialetto africano) dalle prigioni fisiche e psicologiche sulle quali l’uomo contemporaneo è chiamato a interrogarsi, modulato su una danza afro-brasiliana, con movimenti pacati e ripetitivi. Il 10 settembre alle 21 alle Artificerie Alamagià è di scena Rose_10 esercizi per nuovi virtuosismi, della coreografa Silvia Gribaudi.
SILVIA GRIBAUDI (PHOTO CREDITS CANTIERI DANZA)Protagonista Claudia Marsicano, premio Ubu 2017 come migliore attrice performer under 35. Un corpo fuori dai canoni estetici della ballerina filiforme, più simile alle donne di Botero. Riprende tecniche della danza contemporanea mischiata a quelle più classiche dell’arabesque e si esibisce in uno spettacolo di forte impatto sul pubblico, chiamato a riflettere sui pregiudizi sulla corporeità e sulle aspettative verso chi è sul palco.
CLAUDIA MARSICANO (PHOTO CREDITS CANTIERI DANZA)Un continuo confronto e interazione con la platea, quello cercato dalla Gribaudi, per rimuovere la staticità dal progetto teatrale e aprirlo alla prospettiva di una continua evoluzione sulla base delle risposte che la gente dà di volta in volta.
Sopra di me il diluvio, del regista Enzo Cosimi, l’11, sempre alle 21 all’ Almagià, porta invece sul palco l’uomo nuovo, riemerso dalla ceneri dell’età post industriale e accolto ancora una volta in una terra tribale e arcaica, l’Africa, “Un’Africa urlata, violata – queste le parole del regista – che nonostante i massacri senza fine a cui è sottoposta da sempre riesce a restituirci una visione di speranza” .
ENZO COSIMI (PHOTO CREDITS CANTIERI DANZA)In una scenografia scarna e avvolta dal buio erompe la danza di Paola Lattanzi, premio Tersicore 2015 come migliore interprete contemporanea, camaleontica, ferina e nervosa. “Questo spettacolo – aveva detto Cosimi nel corso di un’intervista rilasciata all’indomani dell’esibizione al teatro Vascello di Roma nel 2015 – deve venirlo a vedere chi pensa ancora che il teatro sia un’esperienza forte”.
Il festival di danza urbana nasce per far uscire la danza dagli spazi del palcoscenico e aprirla alla commistione con il pubblico, coinvolgendolo in una progettualità dell’evento teatrale pensato come esperienza d’insieme. In questi anni ha attraversato i luoghi e i non luoghi della città, dai teatri alle piazze, dalla stazione ferroviaria agli uffici postali fino alle banchine del porto, sia attraverso le “incursioni urbane” dei danzatori, legate all’improvvisazione, sia attraverso le performance più strutturate di coreografi e ballerini tra i più innovativi del panorama nazionale.
STELLA SPYROU (PHOTO CREDITS CANTIERI DANZA)13 gli artisti emergenti che si esibiscono nella Vetrina della giovane danza d’autore dal 13 al 15 settembre alle Articerie Almagià, provenienti dalle selezioni del Network Anticorpi XL, prima rete italiana pensata per la danza d’autore delle nuove generazioni, finanziata dalla stessa Cantieri.
Aristide Rontini, Luna Cenere, Daria Menichetti, Greta Francolini, Giuseppe Vincenti tra gli ammessi alla call dell’edizione 2018.
Per informazioni: www.cantieridanza.it/festivalammutinamenti
e info@festivalammutinamenti.org
Anna Cavallo





