Dal 7 al 10 Novembre si svolgerà l’edizione 2019 dell’ Arezzo Wave Love Festival dove si esibiranno anche le 20 Best Arezzo Wave Band Regionali di quest’anno e noi abbiamo intervistato la band molisana

Cos’è l’Arezzo Wave?

L’ Arezzo Wave (ufficialmente Arezzo Wave Love Festival) è un festival italiano che si svolge annualmente ad Arezzo dal 1987 ed è incentrato principalmente sulla musica rock.

Da più di trent’anni la Fondazione Arezzo Wave Love Festival (Fondazione no profit) organizza il Love Festival che ha acquisito nel corso degli anni una enorme rilevanza nel panorama della musica italiana. Accanto agli artisti più famosi in più di 2000 concerti, centinaia di band hanno affrontato ardue selezioni per potersi esibire sui palchi di questo Festival.

L’Arezzo Wave ha il grande merito di aver avvicinato il meglio della musica internazionale al meglio della musica italiana. Tanto per fare un esempio, il Festival ha accolto alcuni grandi gruppi come Placebo, Chemical Brothers, Elio e le storie tese o Afterhours e ha ospitato famosi nomi come Caparezza ,Piero Pelù e tantissimi altri ancora che potrete trovare sul sito ufficiale.

Le 20 Best Arezzo Wave Band Regionali

Dal 7 al 10 Novembre si svolgerà l’edizione 2019 dell’ Arezzo Wave Love Festival. Particolare importanza avrà nelle date 7 – 8 – 9 la sezione dedicata all’Arezzo Wave contest: qui si esibiranno le 20 Best Arezzo Wave Band Regionali del 2019, selezionate in tutta Italia tra più di 1200 band. Una giuria di esperti valuterà le esibizioni e deciderà il gruppo vincitore.

I vari gruppi del contest si esibiranno sullo Psycho Stage (uno dei tre palchi del Festival) che accoglierà le esibizioni pomeridiane: insieme a loro, si esibiranno le proposte più interessanti del panorama italiano e mondiale.

Le band provenienti dalle varie regioni non solo avranno la possibilità di esibirsi in un Festival tanto prestigioso ma avranno anche l’occasione di essere visti da managers e direttori artistici dei più importanti eventi musicali nazioni e internazionali.

Qui troverete l’elenco delle 20 Best Arezzo Wave Band Regionali del 2019.

A dispetto di quanto si dica in giro ultimamente e delle ripetitive battute su ” il Molise che non esiste” (#Molisnt), il Molise esiste eccome e ha pure una Best Arezzo Wave Band che abbiamo intervistato. La Stella Rossa del Kinotto è gruppo nato a Campobasso nel 2006  ed è composto da Gisus Blanco III (voce), Cocai (basso), Joe Roial (tastiera), Virgo (chitarra elettrica), Frank Bretella (chitarra classica ed elettrica), Tony Armanetti (batteria).

Intervista alla Stella Rossa del Kinotto

Cosa significa il nome del vostro gruppo e com’è nato?

Il nome del gruppo nasce come in realtà come ” La Stella Rossa”. Tuttavia, al nostro primo evento, il Prevention Day, (contest organizzato dalle scuole del Molise volto alla sensibilizzazione e prevenzione delle problematiche connesse all’abuso di alcool) il cantante del nostro gruppo è salì sul palco brandendo una bottiglia di whiskey urlando alla folla di non bere. Venimmo immediatamente squalificati (ridono, ndr). Noi siamo un gruppo di provocatori e soprattutto siamo ironici, tant’è che in quella occasione dicevamo in giro che la nostra stella rossa fosse quella del chinotto Sanpellegrino. Da allora, sotto consiglio di un barista di Campobasso, è nata La Stella Rossa del Kinotto (K per omaggiare gli Skiantos).

Cosa significa Arezzo Wave e, in particolare, per voi?

L’Arezzo Wave è il sogno di ogni band di adolescenti e noi finalmente ci siamo arrivati…ma alla vecchiaia. Avevamo provato a partecipare nel lontano 2007 quando avevamo più o meno tutti diciotto anni e, all’epoca, non ci avevano presi. Nel 2015, dopo qualche anno di stop della band, ci abbiamo riprovato ma abbiamo vinto solo quest’anno. Andare al Arezzo Wave è un sogno per tutte le band rock emergenti perché lì ci hanno suonato alcuni dei gruppi italiani più importanti ed è un onore poter calcare il loro stesso palco. Ognuno di noi della SRK è felice di partecipare e di poter mettersi in gioco ad un evento del genere.

Che brani avete deciso di portare e perché?

Portiamo due brani emblematici della SRK: Requie(m) e Rovine di Stalingrado. Requie(m) è un pezzo su cui abbiamo puntato molto, da un lato perché abbiamo realizzato il nostro primo videoclip montato dagli stessi membri del gruppo, dall’altro perché tocca una tematica importante che è quella dello smantellamento del servizio sanitario nazionale. Requie(m) è la storia di una prostituta, vissuta negli anni’ 50 del Novecento nella zona portuale londinese Dock Street, che, innamorata del suo uomo, porta avanti la gravidanza fino alla morte, nonostante i vari dubbi che la attanagliano fino alla fine.
Attraverso questa canzone, vogliamo denunciare le tragiche conseguenze della chiusura dei Punti Nascita nelle zone periferiche e disagiate della penisola. Rovine di Stalingrado, invece, è un pezzo storico della band e uno dei primi brani inediti con al centro una panoramica della città russa distrutta dalla drammatica e sanguinosa battaglia che è, appunto, la Battaglia di Stalingrado.

Perché avete deciso di partecipare nuovamente alle candidature per l’Arezzo Wave?

Beh…Se dobbiamo essere completamente sinceri non l’abbiamo deciso. Gisus ha inviato la candidatura senza dire nulla a noi altri membri del gruppo. Dal momento che nel 2018 è uscito il nostro primo album, ha pensato che fosse l’anno giusto per mandare l’iscrizione e così è stato. Eravamo scoraggiati dai fallimenti degli anni precedenti quindi nessuno di noi era particolarmente propenso alla partecipazione e così Gisus ha fatto di testa sua. Grazie a lui ora siamo la Best Arezzo Wave from Molise.

Che genere di musica caratterizza il vostro gruppo?

Portiamo avanti quelli che sono i pilastri del progressive rock, tuttavia affermare che la SRK affondi i suoi lavori in un unico genere sarebbe errato. Preferiamo dire che la nostra è un’attitudine: all’interno delle strutture rigide del rock, inseriamo delle così dette variazioni che siano barocche, folk, o jazz. La nostra è una musica piena di contaminazioni e anche di riferimenti a gruppi come Pink Floyd o come i Deep Purple. I nostri testi rispecchiano l’originale concezione della musica rock come voce dei ribelli e degli oppressi. Per noi è diventata un mezzo per denunciare l’annullamento dei diritti sociali in atto in Europa e le disuguaglianze generate da questo sistema, con le catastrofi pubbliche e private che esso porta con sé.

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