Siamo nel 2089 . La voce narrante ci fa sapere che a parlare è il direttore di una nota agenzia futurista di nome ‘Riconfronti’, capace di catapultare nel passato i propri clienti. Per almeno 20 minuti. Come in tutte le produzioni di Antimo Leva (di cui abbiamo già parlato), la musica ha un ruolo fortemente narrativo e ci da un indizio in merito alla chiave di lettura delle scene (anche se forse il cortometraggio con meno innesti musicali avrebbe respirato di più, ma sono licenze poetiche). Altra informazione che ci viene subito fornita: i clienti dell’agenzia hanno la possibilità di sapere in anticipo la data della loro morte.

La domanda a cui cerca di rispondere la serie tv: se le persone conoscessero la data della loro morte in anticipo, sarebbero condizionate nel vivere la propria vita? Sicuramente sì, ed è quello che vuole dimostrare il regista Antimo Leva. In questa serie si affrontano diverse tematiche, ma c’è un filo conduttore: i clienti dell’agenzia sono tutte persone che hanno trascurato qualche virtù importante della loro vita, e chiedono di tornare a al momento in cui quel dono era ancora un piccolo tesoro da custodire nelle proprie tasche (un momento di amore puro). L’intimità viene affrontata da un punto di vista estetico e visivo. Le immagini si susseguono lente e ragionate. Ogni movimento racconta un pensiero e un’emozione.

Sicuramente la storia è un punto di partenza. Al momento, a colpirci, è l’idea e la lucida intuizione di questa serie-tv – che forse si cristallizzerà in una pellicola in futuro?-. Ce lo auguriamo. Certo, ambientare un film in un futuro distopico è ostile e dispendioso. Lo è per i grandi cineasti, figuriamoci per una etichetta indipendente.  Ad ogni modo le idee e il talento non mancano, e quando si ha un obiettivo e una buona squadra , tutto può succedere

Anche in questo lavoro, Antimo Leva,  è stato accompagnato dai suoi alleati d’arte. Tra i tanti amici e amiche, solo Michele Civitillo e Gianmarco Bisesti sono attori, gli altri presenti sono comunque artisti e persone vicine all’arte in generale.

Alessia e Giancarlo (cognome?)  gli unici sul set. Un set di tre persone, come sottolineano i titoli di coda.

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