Ah, San Valentino. La festa dell’amore, delle scatole di cioccolatini, degli squartamenti. Sì, perché nel giorno che celebra gli innamorati sarebbe troppo facile (ri)consigliare il tipico Notting Hill o Bridget Jones di turno. Potrebbe, invece, risultare più interessante proporvi una piccola rassegna su alcuni film horror a tema. Cinque titoli, tutti tipicamente americani, perché si sa, quanto ci tengano ad onorare ogni festività a modo loro.

5 film horror da vedere per San Valentino

1. Il giorno di San Valentino (1981)

Si inizia con un cult del passato caduto un po’ nel dimenticatoio. Un film figlio della grande stagione del cinema slasher anni ’80. Tra Halloween e Venerdì 13, George Mihalka tenta di lanciare una nuova icona del genere, rappresentata da un serial killer vestito da minatore chiamato Harry Warden. Sfortunatamente, però, né il film né il personaggio in sé sono mai entrati particolarmente nell’immaginario collettivo. Riguardo la trama non c’è poi molto da raccontare. Il fulcro motore del film è la tipica festa di “teenager” americani (che festeggiano San Valentino come fosse l’anno nuovo), che uno dopo l’altro vengono fatti fuori da un misterioso assassino il cui volto non viene mostrato mai. L’intero film è ambientato dentro e fuori una miniera, dove i ragazzi lavorano, offrendo ad alcuni di questi efferati omicidi una buona dose di claustrofobia che non guasta minimamente.

2. San Valentino di Sangue 3D (2009)

Remake del film sopracitato, San Valentino di Sangue 3D è anch’esso figlio di una stagione cinematografica, quella dei remake del 2000. Infatti, nell’arco dei primi dieci anni del nuovo millennio, Hollywood ha passato a rassegna praticamente tutti i classici horror e slasher del passato, dai più ai meno noti. Si può dire che sia il secondo tentativo di lanciare la figura di Harry Warden (anche in questo caso, non propriamente riuscito). Questo remake, un po’ come tutti i suoi colleghi, si prende poco sul serio, è ben più violento e scurrile e riadatta la storia a proprio vantaggio. Per certi versi è anche più riuscito dell’originale, con dei protagonisti più adulti e per questo più sopportabili, con una sua iconografia forse eccessiva vista la scarsa importanza della festività ed una forte dose di splatter che non guasta mai. Il resto è pura carneficina.

Il 3D presente nel titolo, come per il 95% dei film del tempo, è puramente accessorio ma in qualche modo contribuisce all’identità del film, giustificando picconi lanciati verso lo spettatore e continui schizzi di sangue sulla telecamera. Non c’è nulla di più romantico.

3. Picnic ad Hanging Rock – Il lungo pomeriggio della morte (1975)

Probabilmente l’unico dei film proposti a non presentare alcun elemento comico. Il giorno di San Valentino dell’anno 1900 un gruppo di studentesse di un collegio privato si reca per un picnic nella distesa rocciosa dell’Hanging Rock. Alcune di loro si allontanano per scalare la roccia e qualcosa di oscuro accade. Solo una di loro fa ritorno e sembra essere affetta da amnesia. Più un film di mistero che un horror vero e proprio, raccontato dal punto di vista delle persone non direttamente coinvolte nella vicenda, che cercano di far luce sulla scomparsa di queste ragazze.

Il film è tratto da un romanzo e seppur racconti di continue indagini apparentemente non si pone veramente l’obiettivo spiegarci quanto accaduto, ma vuole per lo più trasmettere a chi segue proprio quel senso di oscuro mistero che permea l’intera vicenda. Diviene perfino difficile gettarsi in congetture, se dietro questa scomparsa vi siano coinvolte delle persone, dell’entità soprannaturali o perfino altro.

4. Valentine – Appuntamento con la morte (2001)

Siamo grosso modo dalle stesse parti di San Valentino di Sangue 3D. In questo caso parliamo di un film del 2001, quindi in questo caso siamo più sulla scia di un So cosa hai fatto o Urban Legend (che guarda caso, è dello stesso regista di Valentine). Anche qui abbiamo a che fare con uno slasher basato su un serial killer ossessionato da San Valentino, ma stavolta ci si prende ancora meno sul serio. I protagonisti di questo film sono tutti fra l’insopportabile e l’impossibile, l’impianto tecnico è quasi quello di un film televisivo (ma era un po’ la tendenza del periodo), del killer all’opera si vede poco e niente eppure, ha un suo perché. È sicuramente la più disimpegnata delle visioni che si possa consigliare, non è richiesto praticamente alcun investimento cognitivo per seguire la vicenda raccontata ed anzi forse approcciarsi al film con un leggero distacco può essere perfino d’aiuto. Ma, se si è alla ricerca di un film semplice, fin troppo semplice, pieno di stereotipi e luoghi comuni, che sappia di passato nella peggiore delle accezioni, allora Valentine fa per voi.

5. The Love Witch (2016)

Infine, una commedia eterea dal sapore indipendente su una strega che cerca disperatamente l’uomo dei suoi sogni disseminando morte e devastazione ovunque vada. Si tratta, in realtà, di un film a tratti indeciso su cosa voglia essere davvero: si presenta come una commedia nera, dai tratti onirici, ma vorrebbe anche far scaturire delle riflessioni negli spettatori sui ruoli di genere contemporanei, ma lo fa tramite una protagonista profondamente problematica. Inoltre, la durata del film appare decisamente dilatata in maniera non necessaria e se il primo atto convince e diverte, arrivati alla fase centrale ci si trova un po’ spaesati, con serie difficoltà nell’empatizzare con la strega protagonista.

Tuttavia, sarebbe difficile negare la bellezza visiva di The Love Witch, nelle sue ambientazioni suggestive, la musica e in generale tutti gli scenari che ci vengono raccontati.

Francesco Ria

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