Cari lettori, quello che vi narreremo oggi al quarto appuntamento di questa rubrica non è un semplice episodio, la quarta puntata della settima stagione è semplicemente ciò che gran parte dei fans, me compreso, attendevano accadesse da sette lunghissimi anni! Certo, se quei dannatissimi hacker non mi avessero spoilerato l’episodio sarebbe stato meglio… ma bando alle ciance, ecco a voi la recensione calda calda di giornata di “The Spoils of War”!
Iniziamo l’episodio con un Jaime Lannister imbruttito, anzi è proprio il caso di dirlo: incazzato nero. E beh non abbiamo difficoltà a crederci vero? In fondo ha scoperto chi ha accoppato il suo primogenito subito dopo averle donato una morte rapida ed indolore che, potesse tornare indietro, sostituirebbe volentieri col supplizio della ruota. E dire quante ne ha passate il suo adorato fratellino a causa di ciò… ma ora questo non ha più importanza, ha da fare ritorno a casa. Dopo aver pagato il caro e vecchio Bronn per i suoi servigi invia diversi carri pieni di ricchezze ad Approdo del Re, ora finalmente Cercei potrà gestire meglio gli affari economici di famiglia e togliere quella brutta ipoteca da Castel Granito.
Abbandoniamo momentaneamente i nostri leoncini dorati per andare a trovare i lupacchiotti della serie, il branco sta riunendosi nella tana ed è proprio Bran Stark che ruba la nostra scena, dialogando con un Ditocorto che, probabilmente, vuol accomodarsi colui che potrebbe divenir il nuovo “Re del Nord” per diritto di nascita. E come conquistarsi il benestare di uno storpio? Regaliamogli un pugnale costosissimo, sicuramente farà prodezze utilizzandolo dalla propria sedia a rotelle. Un pugnale importante, un pugnale che da solo ha scatenato la grande guerra nei Sette Regni, Bran sembra essere ben a conoscenza di tutto ciò ma ovviamente non può fregargliene di meno. “Il caos è una scala”, rimembrandogli tali parole il giovane Stark riesce a far sbiancare uno degli uomini più arguti del reame, questa volta Petyr Baelish ha dinnanzi il proprio nemico naturale, qualcuno con il potere soprannaturale di smascherare le sue menzogne ed ambizioni, ammesso che lo voglia. “E mo so amari! So molto amari!”
Arya Stark intanto torna finalmente a casetta sua, bussa alla porta e, ad accoglierla, trova due guardie poco sveglie. Insomma se Cercei sapesse che gente sorveglia il Nord ci metterebbe due secondi a far assassinare il nostro amato Giosnò, per fortuna non è così. Senza troppi intoppi la nostra eroina riesce ad entrare e, senza pensarci troppo, sfugge al controllo delle guardie infilandosi fra le tombe di famiglia. Verrà ritrovata poco dopo da sua sorella Sansa e, a seguito di un lungo abbraccio, le due sorelle saranno finalmente, nuovamente, unite. Insieme andranno a trovare Bran che, come sempre, si mostrerà apatico nei propri nuovi panni di “Corvo a Tre Occhi”, questi super-mutanti sono sempre terribilmente snob ma almeno ha un dono per Arya: la daga donatogli pochi minuti prima da Lord Baelish. “Bello sto pugnale, andiamo subito a provarlo sui nostri uomini”, detto fatto: pochi minuti dopo la giovane Stark affronterà in duello, per allenamento, niente di meno che la donna più forte dei Sette Regni, colei che ha battuto il Mastino e che Jaime Lannister considera fra le persone più terrificanti contro cui scontrarsi: Brianne! Ma ehi, Arya mica s’è allenata per sette stagioni inutilmente: “Non ti farò troppo male, giurin giurello”, ed ecco che prende il via un duello mozzafiato fra le due, finito in pareggio. Intanto Sansa guarda dall’alto e … beh, “porcapaletta sono la sorella maggiore di Terminator”.
-Chi ti ha insegnato queste cose? -“Nessuno“Mentre Giosnò e Dany fanno i piccioncini in una grotta, dopo aver ritrovato affreschi riguardanti l’apocalisse zombie ormai prossima, arrivano brutte notizie per la Madre dei Draghi: “ce stanno accoppando tutti gli alleati”. Chiederà quindi consiglio al suo nuovo fidanzatino che le dirà: “se ti metti a bruciare villaggi e regni qui non ti vota nessuno, quindi statte buona o Cercei diventa regina dell’anno”. Ma Daenerys si sa, non se ne può proprio stare con le mani in mano, ed eccola quindi partire verso chissà dove. Poco dopo, mentre Sir Davos parla con il proprio Re e confessa d’aver quasi quasi voglia di servire la Non bruciata, Madre degli Andali, Nata dai Draghi ecc ecc, una nave si avvicina alla costa: è Rick! Ahm… Theon volevamo dire, credo. Mentre s’appresta ad approdare il proprio sguardo incrocia quello di Jon Snow, “Posso tornare indietro a farmi scannare vivo da Euron?”, too late mio caro Rick! Ma per sua fortuna Sansa è stata buona e, dopo aver raccontato le sue “prodezze” al fratellastro, questo deciderà di non scuoiarlo vivo sul momento.
La scena si sposta nuovamente sul nostro Jaime Lannister, ancora intento a far ritorno a casa con il proprio esercito. Le fila sono disorganizzate, tuttavia grazie all’orecchio bionico di Bronn s’accorgeranno di esser stati puntati da una enorme quantità di Dothraki infuriati. Ma l’esercito Lannister è ben addestrano neh? Cinque secondi bastano per far mettere tutti in posizione: “Li respingeremo Bronn, li respinge- MA QUELLO E’ UN FOTTUTO DRAGO!”, si, quello è un drago. All’orizzonte appare Drogon cavalcato dalla sua mammina che, adirata dagli ultimi risvolti, usa il figlioletto per cuocere alla brace i propri nemici. Mi tocca ripetermi ma solo grazie a Bronn, ancora lui, riusciranno a far precipitare il lucertolone grazie ad una frecciona gigante. A sto punto il nostro Jaime si sentirà figo: “Mo ce penso io a sta sgualdrina!”, ed eccolo partire alla carica sulla biondina… e sul drago! Ovviamente ci muore.
No scherzavo, non ci muore. A salvarlo ci pensa di nuovo Bronn, alla quale appare una misteriosa “S” sul petto. Dopo questa puntata iniziamo tutti a credere che il nostro mercenario preferito sarà proprio colui che siederà alla fine sul Trono di Spade, oppure morirà alla prossima perché ormai gliel’abbiamo buttata, ciò che importa è che questa stagione sta prendendo risvolti sempre più interessanti e noi non vediamo l’ora che arrivi il prossimo episodio!





