Conferenza stampa dei Direttori dei Festival Europei - Photo Credis: Biennale di Venezia
Conferenza stampa dei Direttori dei Festival Europei – Photo Credis: Biennale di Venezia

La 77esima edizione della Biennale di Venezia si è aperta oggi con una conferenza stampa in cui i direttori dei Festival Europei sono stati invitati a parlare. “Un’edizione speciale”, afferma Alberto Barbera, “per questo motivo abbiamo voluto dare vita a un’iniziativa senza precedenti e riunire i direttori dei principali Festival Europei”. Un inizio sicuramente segnato dalla pandemia, a partire dagli scarsi partecipanti all’evento, e ancor di più dal vuoto che le conseguenze del lockdown hanno lasciato in tutti noi. Ma soprattutto un inizio all’insegna della collaborazione, così come afferma Barbera.

Se c’è qualcosa che questa situazione ci ha insegnato è che possiamo superare tutte le crisi se lo facciamo insieme, se collaboriamo, se condividiamo.

È stata messa da parte la concorrenza tra i diversi Festival che negli anni scorsi aveva iniziato ad affiorare. La competizione è solo negativa, e forse uno degli aspetti positivi della pandemia è che si è voluta mettere da parte per il bene dei film e dei film makers. La parola d’ordine di questa 77esima edizione, e si spera del futuro, è sostegno, condivisione non solo di informazioni ma di idee.

Alberto Barbera, direttore artistico della Festival cinematografico di Venezia - Photo Credits: Biennale di Venezia
Alberto Barbera, direttore artistico della Festival cinematografico di Venezia – Photo Credits: Biennale di Venezia

I Festival sono luoghi di incontro

Il Direttore del Festival di Cannes, Thierry Frémaux, è convinto che i Festival rappresentino un tesoro, non semplicemente una vetrina per le opere, e che “rappresentano l’importanza di oggi di celebrare il cinema, soprattutto in questa situazione”. José Rebordinos, del Festival di San Sebastian, continua sulla stessa linea: “Questi Festival sono la celebrazione di qualcosa di molto importante. Sono luoghi di incontro e di dialogo, dove la gente si riunisce e si scambia delle competenze. Dimostrano che possiamo camminare insieme.

Sale cinematografiche e cineasti sono stati al centro delle discussioni e dei pensieri dei direttori dei Festival Europei, spiega Karel Och, direttore artistico del Karlovy Vary International Film Festival. Così come anche la salvaguardia del mondo dei film e dei festival del cinema per l’importanza che hanno non solo per le comunità locali ma per tutta la community cinematografica, dice Vanya Kaludercic, direttore del Festival del cinema di Rotterdam.

Non si tratta solo di collegare i film al pubblico, ma anche di sostenere e scoprire i talenti di tutto il mondo. Offrire opportunità per sviluppare nuove partnership e realizzare nuovi progetti. Dobbiamo continuare a nutrire il mondo del cinema, abbiamo questa responsabilità.

Tempo di solidarietà e trasformazione sociale

Per Lili Hinstin, direttore del Film Festival di Locarno, “questo dimostra un grande desiderio di solidarietà e stiamo vivendo tutti un momento di trasformazione sociale. La presenza di tutti noi oggi ne è la prova. È in momenti come questo che possiamo affermare dei valori, prendere parti e posizioni. C’è una domanda che dovremmo porci tutti: vogliamo perdere il senso del collettivo e ripiegarci su noi stessi? È una domanda importante alla quale bisogna rispondere, penso che questo incontro oggi sia un impegno profondo.”

Alberto Barbera accenna anche alla posizione che hanno conquistato le piattaforme streaming, soprattutto durante il lockdown. “Ci hanno aiutato a superare il periodo”, dice, tuttavia vede il rischio della diminuzione dell’importanza che lo spettatore può dare alle sale cinematografiche. “C’è una ricchezza nella visione su schermo cinematografico che è connaturale alla storia del cinema”. Va bene quindi arricchire l’esperienza cinematografica, evolverla anche per lo streaming, ma non relegarla a quello perché è nella natura intrinseca della cinematografia l’esperienza del film proiettato in una sala.

Lili Hinstin, direttore del Film Festival di Locarno - Photo Credits: Biennale di Venezia
Lili Hinstin, direttore del Film Festival di Locarno – Photo Credits: Biennale di Venezia

L’opportunità per porci domande importanti

A continuare l’apertura della 77esima edizione della Biennale di Venezia, dopo sanificazione della sala come da procedure anti-covid, è la conferenza stampa per la presentazione dei presidenti delle giurie. Il presidente della Fondazione Biennale di Venezia Roberto Cicutto augura una buona mostra a tutti, “quelli sullo schermo, quelli che lavorano per i film e quest’anno, ugualmente importante, il pubblico”. “Sarà un’edizione unica”, come dice Claudio Giovannesi, “ce la ricorderemo per sempre”.

Cate Blanchette afferma che “Dobbiamo essere coraggiosi. Abbiamo l’opportunità di ricominciare da capo, di buttare via tutto ciò che è da buttare via e rischiare, anche rischiare di fallire. Credo che il rischio sia nel nostro DNA e anche se l’industria farà fatica a riemergere lo farà più resiliente, più creativa e più forte. Ci sono tante sfide da affrontare, la sfida non è solo per il film ma è globale. Nel nostro riemergere abbiamo la possibilità di riesaminare le cose che non abbiamo dovuto esaminare prima, la tecnologia dello streaming, l’implicazione che avrà per il mondo del cinema. Ci sono tante opportunità al momento per porci delle domande importanti”. Claire Denis ringrazia “per aver riaperto le porte che sono rimaste chiuse per tanto tempo” e ci lascia con un desiderio per il futuro:

Spero che l’orizzonte che abbiamo davanti sia aperto, libero e tollerante. Senza violenza perché in questi giorni di violenza ne abbiamo abbastanza.

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