L’intelligenza artificiale è l’argomento detonatore del momento. Tutti i maggiori cineasti, da Steven Spielberg a James Cameron sono scesi nell’arena di dibattito per trarne un giudizio organico sul suo utilizzo nel cinema. Tutti hanno sostenuto con forza la propria avversione verso mezzi che ledono la creatività e la genuina realizzazione del prodotto filmico. Tutti, tranne uno: Martin Scorsese. Il regista newyorkese, maestro indiscusso del genere gangstar e in generale del cinema contemporaneo, non si schiera contro. Anzi. Vediamo insieme la posizione del regista alla luce delle sue ultime dichiarazioni.
Scorsese, sostenitore integerrimo della sperimentazione
Uno dei grandi veterani del cinema, Martin Scorsese non ha certo intenzione di rinunciare a cavalcare la contemporaneità. L’abbiamo visto proprio di recente, quando ha prestato la sua voce a uno dei personaggi del nuovo film di Star Wars, di The Mandalorian and Grogu. L’abbiamo anche visto come comparsa sulla copertina del nuovo album di Charli XCX, Music, Fashion, Film. Ma per un filmmaker come lui il dibattito contemporaneo si basa soprattutto su un elemento, che fa anche molto discutere: l’intelligenza artificiale. E in una mossa che scatenerà sicuramente opinioni opposte e controverse, il regista di Taxi Driver e The Departed ha deciso di sostenere Black Forest Labs, una start up specializzata nella generazione di immagini per il cinema grazie all’AI.

Da cosa è nata questa scelta? A quanto pare dal 2025 Scorsese è partner e consulente di quest’azienda che lui stesso ha sperimentato nella pre-produzione di un suo nuovo film. Attraverso un comunicato e un video registrato nel suo studio di New York, Scorsese ha spiegato le sue posizioni. Ha dichiarato che questo strumento gli permette di comunicare le sue idee visive in modo più chiaro e immediato ai suoi collaboratori, come direttori della fotografia, scenografi e direttori artistici, prima ancora dell’inizio delle riprese.
Un punto di rottura
Ha inoltre paragonato l’adozione dell’IA generativa alle sue precedenti sperimentazioni, come l’uso del 3D in Hugo Cabret e le tecniche di ringiovanimento digitale (de-aging) impiegate in The Irishman. Pur chiarendo che l’IA non sostituisca in alcun modo il lavoro creativo fondamentale di attori, sceneggiatori o della troupe, il regista ha sottolineato la sua posizione favorevole.
Ha spiegato per esempio come la generazione istantanea di immagini di riferimento si sia rivelata una risorsa liberatoria per l’ottimizzazione dei tempi creativi e logistici. La notizia ha inevitabilmente innescato discussioni polarizzate all’interno dell’industria cinematografica. Ma una cosa simile da un rivoluzionario come Scorsese, un pò ce lo aspettavamo.
Realizzare le immagini che abbiamo nella testa
“Sono interessato all’intersezione tra tecnologia e storytelling, e vedere come si possano spingere più in là i limiti della creatività per creare esperienze più ricche e profonde per il pubblico”. Così ha dichiarato in un comunicato ufficiale ripreso dal New York Times, per poi aggiungere: “Ricordate, il cinema è un mezzo di comunicazione giovane, solo 125 anni circa, quindi dobbiamo essere aperti alle sue evoluzioni”.
Scorsese ha realizzato anche un video di tre minuti proprio in collaborazione con Black Forest Labs in cui spiega le peculiarità ma anche le difficoltà del suo processo creativo. Dice: “C’è sempre stato un problema: come fare a portare nella realtà le immagini che vedi qui, dentro la tua testa? Come un pittore con una tela”. Prosegue descrivendo il setting che ha in mente per una scena. Per esempio: ha in testa una cittadella medievale attraversata da una stradina e da un’auto guidata da un uomo anziano di origini est-europee. Come realizzarla? Pochi input nel tool AI e pochi secondi, basta questo che subito l’immagine viene generata sullo schermo.
Martin Scorsese continua poi parlando della famosa scena in steadycam di Quei bravi ragazzi quella in cui Ray Liotta fa il suo ingresso nel nightclub di Copacabana. Quella scena infatti ha richiesto la creazione di una serie di numerose maquette per preparare la disposizione delle camere e delle luci. Una produzione ingente che, secondo il regista, oggi sarebbe stata semplificata proprio dall’intelligenza artificiale.
Tra nuovi film e controversie
Tra i sommersi e i salvati, per citare Primo Levi, Scorsese sceglie di salvarsi, cavalcando l’onda del progresso. Sarà la strada giusta per le nuove frontiere dell’immaginario filmico contemporaneo o questa scelta potrebbe risultare deleteria per la genuinità della cinematografia? E inoltre, la posizione del regista è percepita come una scelta consapevole e sentita o ha il suono piuttosto di una resa all’era vigente? Sarà solo il tempo e i film che verranno prodotti in quest’era, a dircelo. Nel frattempo, Martin Scorsese lascia tutti in trepidante attesa con il suo ultimo film in corso.
What Happens at Night, con Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence, qui nei panni di una coppia americana sposata che si reca in una remota cittadina europea per adottare un bambino racconta di un viaggio fuori dal comune. Quella che dovrebbe essere un’esperienza carica di speranza si trasforma rapidamente in un’esperienza sempre più destabilizzante: in un ambiente cupo e disorientante, dove la realtà sembra sfuggire, i due iniziano a perdere ogni certezza, non solo sul luogo in cui si trovano, ma anche sulla loro relazione, sulla propria identità e persino sulla natura della vita stessa.





