Il gruppo Cipriani, di cui è titolare l’imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, ha chiesto un risarcimento da oltre 250 milioni di dollari (circa 216 milioni di euro) al Fatto Quotidiano e alla trasmissione Report per via delle loro inchieste che hanno messo in dubbio la regolarità della grazia concessa dal presidente della Repubblica a Minetti. Il gruppo ritiene che la sua reputazione sia stata danneggiata dalle inchieste, e starebbe valutando un’azione legale anche contro la trasmissione televisiva È sempre Cartabianca su Rete 4, che si era occupata della vicenda. La richiesta è stata presentata in un tribunale di New York, perché l’azienda è attiva anche negli Stati Uniti.
Le prime richieste di risarcimento riguarderanno due programmi televisivi e un giornale. “Oggetto delle prime richieste risarcitorie – spiegano – sono oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata Il Fatto Quotidiano, nonché le trasmissioni È sempre Cartabianca andata in onda su Rete 4 in data 28.04.2026 e Report, trasmessa su Rai 3 il 3.05.2026”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva chiesto alcuni approfondimenti alla procura generale della Corte d’appello di Milano, aprendo alla possibilità di revocare la grazia: sarebbe stata una cosa senza precedenti. Mercoledì la procura generale aveva risposto dicendo di non aver trovato anomalie nella concessione della grazia, smentendo le tesi delle inchieste. Mattarella ha poi detto che non avrebbe quindi rivalutato la grazia concessa.
La procuratrice generale Francesca Nanni, nel comunicato diffuso ieri con il quale in sostanza ha ribadito il via libera del suo ufficio al provvedimento di clemenza, ha scritto: «Dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa non corrispondono al vero».
Minetti aveva chiesto la grazia per condonare una pena complessiva di 3 anni e 11 mesi di reclusione per favoreggiamento della prostituzione e peculato (accumulata in due processi: uno legato agli scandali sessuali di cui fu protagonista Berlusconi e l’altro sull’uso indebito di rimborsi pubblici da parte di politici lombardi). Il parere favorevole della procura generale si basava su due valutazioni: il cambiamento dello stile di vita di Minetti e soprattutto la sua necessità di assistere un figlio malato, adottato in Uruguay assieme a Cipriani, e di portarlo negli Stati Uniti per alcune cure specialistiche.
In Italia, i legali di Minetti e Cipriani hanno avviato una procedura di mediazione con il Fatto Quotidiano, Report ed È sempre CartaBianca, le cui udienze si svolgeranno il 25 e il 26 giugno. Prevede la presenza di un mediatore che aiuti le parti a trovare un accordo: qualora non venisse raggiunto, Minetti e Cipriani potrebbero rivolgersi a un giudice per chiedere un risarcimento.





