Nicole Minetti, ex ballerina di Colorado ed ex consigliera lombarda del Pdl, che nel maggio 2010 andò a prendere Karima El Mahroug detta Ruby in questura a Milano, nei mesi scorsi ha ricevuto la grazia. Il provvedimento ha effetto sulle due condanne che la donna ha ricevuto nel 2019 e nel 2021: una a due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione, e una a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era al Pirellone.
La carriera politica di Nicole Minetti e cosa era successo
Nel 2010 Nicole Minetti viene eletta consigliera regionale in Lombardia dopo essere stata candidata nel listino di Roberto Formigoni, che garantiva ai candidati l’elezione in caso di vittoria del candidato presidente. Un’elezioni molto discussa, in primis per la mancanza di qualsiasi esperienza politica.
Nicole Minetti nel 2010 viene coinvolta nel cosiddetto caso Ruby: è lei che la notte del 27 maggio, su richiesta di Berlusconi, va in Questura per sottoscrivere l’affido della 17enne Karima El Mahroug, fermata perché senza documenti e sospettata di furto. In relazione a questa vicenda, Minetti viene condannata nel 2019 a 2 anni e 10 mesi in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione. Due anni dopo patteggia 1 anno e 1 mese di reclusione in merito al rinvio a giudizio ricevuto per peculato e truffa in relazione alle spese effettuate con i rimborsi del Consiglio regionale della Lombardia.
Nel frattempo, Minetti si è legata a Giuseppe Cipriani, nipote del fondatore dell’Harry’s bar, che ha interessi non solo in Italia ma soprattutto all’estero, in particolare in Uruguay dove ha avviato il progetto di restauro dello storico Hotel San Rafael con l’obiettivo – riportano i giornali locali – di farne uno dei maggiori poli del lusso del Sudamerica
All’inizio del 2025 viene presentata la domanda di grazia per Minetti, che riceve parere favorevole dal procuratore generale della Corte d’Appello di Milano e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’11 aprile 2026 esce la notizia che le è stata concessa la grazia, spiegano fonti del Quirinale, basata “anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati”
Alla fine di aprile 2026 però Il Fatto Quotidiano solleva alcuni dubbi sulle informazioni contenute nell’istanza presentata per ottenere la grazia. Fra queste il fatto che il minore adottato, menzionato nel documento, venisse definito come abbandonato alla nascita mentre invece risulta l’esistenza di due genitori biologici ai quali sarebbe stata tolta la patria potestà. L’inchiesta parla anche di interventi medici per il minore sconsigliati dal San Raffaele di Milano e dall’Ospedale di Padova, motivo per cui Minetti sarebbe stata costretta a viaggiare negli Stati Uniti: le strutture, contattate dal quotidiano, hanno però detto di non aver mai visitato il bambino.
Il Fatto Quotidiano poi segnala anche le prove dei rapporti di Giuseppe Cipriani con Jeffrey Epstein, contenute negli Epstein Files, e alcune testimonianze secondo cui il ranch della coppia sarebbe usato per un’attività di squillo d’alto bordo e minorenni.
Alla luce di queste indiscrezioni, il Quirinale ha inviato la seguente lettera al Ministero della Giustizia: “In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”
Minetti: “Notizie false su di me, lesa la mia reputazione”
Le informazioni diffuse sono “prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare”, ha detto Nicole Minetti, annunciando di aver dato mandato ai propri legali affinché “procedano con le opportune azioni legali nei confronti dei giornalisti e della testata giornalistica coinvolta, nelle sedi competenti”. “Si confida altresì nell’intervento delle competenti autorità – conclude Minetti – affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari”.





