Trump nella serata di ieri annuncia su Truth la via libera dell’Iran all’accordo e di aver annullato i raid di questa notte. “Firmeremo molto presto, forse nel fine settimana in Europa. Io non ci sarò, ci sarà il vicepresidente Vance. Ho appena parlato con Netanyahu e gli altri leader”, aggiunge poi dallo Studio Ovale. “Subito dopo ‘riaprirà anche lo Stretto di Hormuz’, dove nel frattempo ‘resta pienamente in vigore’ il blocco navale”.
I media iraniani, vicini ai pasdaran, prima smentiscono, poi rivendicano: ‘Il testo è quello proposto dall’Iran’.
Teheran: “Intesa quasi pronta ma non ancora finalizzata”
“L’intesa è quasi pronta ma non è ancora finalizzata”. Così il ministero degli Esteri iraniano ha ridimensionato gli annunci del presidente americano Donald Trump sull’accordo raggiunto. “Le informazioni relative al luogo e alla firma dell’accordo sono speculazioni dei media”, afferma il ministero, secondo quanto riporta Al Jazeera. Teheran bolla come “narrazione americana” la versione secondo cui l’Iran ha ceduto a causa delle pressioni e delle minacce. E accusa gli Stati Uniti di “aver continuato a cambiare le proprie posizioni nonostante gran parte del testo negoziale fosse stata finalizzata”.
L’Iran ha condannato l’attacco americano di due giorni fa su una petroliera battente bandiera di Palau al largo delle coste dell’Oman che ha provocato la morte di tre marinai indiani. “I brutali attacchi statunitensi contro navi mercantili indiane, che hanno causato la morte di almeno tre cittadini indiani, rappresentano una chiara prova della continua politica americana di rapina a mano armata e pirateria di Stato”, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei.
Voci di intesa, le borse asiatiche aprono in forte rialzo
L’indice azionario giapponese Nikkei balza di oltre il 3% dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ritirato la minaccia di ulteriori attacchi contro l’Iran e ha affermato che un accordo per porre fine alla guerra potrebbe essere firmato nei prossimi giorni. Molto bene anche l’indice di riferimento sudcoreano Kospi, che ha guadagnato oltre il 7,5%.





