Un aereo da guerra statunitense ha aperto il fuoco contro una petroliera nel Golfo di Oman, mettendola fuori uso. Secondo le forze armate USA, la nave stava cercando di trasportare petrolio dall’Iran in violazione di un blocco imposto da Washington, ha riferito mercoledì l’esercito statunitense. L’aereo ha “sparato munizioni di precisione nella sala macchine della nave dopo che l’equipaggio si era ripetutamente rifiutato di ottemperare alle indicazioni delle forze americane”, ha dichiarato lo US Central Command in un post su X, identificando l’imbarcazione come la MT Settebello, battente bandiera di Palau.
L’attacco, segnalato dall’UKMTO intorno alle 23.14 di ieri notte, martedì 9 Giugno, è avvenuto a circa 20 miglia nautiche a nord-est di Sohar dopo che, riferisce il Comando Centrale Usa, “l’equipaggio si era ripetutamente rifiutato di obbedire agli ordini” di altolà. Dopo l’attacco è scoppiato un incendio nella sala macchine dell’imbarcazione: tre membri di un equipaggio formato da 28 persone di cui 24 indiani risulterebbero dispersi. Il Ministero degli Esteri dell’India ha comunicato che nell’equipaggio a bordo della nave commerciale gli altri 21 cittadini indiani sono stati salvati.
La società britannica di sicurezza marittima Vanguard Tech aveva inizialmente riferito che la nave, identificata come la petroliera Settebello battente bandiera di Palau, aveva “trasmesso un segnale di soccorso dichiarando che la sala macchine era stata colpita da un missile mentre operava al largo di Sohar nel Golfo di Oman” e che a bordo era divampato un incendio.
Successivamente l’agenzia UKMTO ha segnalato un incidente a 20 miglia nautiche a nord-est di Sohar, in Oman.
“Le autorità locali hanno riferito che una petroliera ha subito un incendio nella sala macchine e sono sul posto per assistere all’evacuazione dell’equipaggio”, ha precisato. “La nave segnala una vittima e due membri dell’equipaggio dispersi. Non sono stati riportati impatti sull’ambiente”, ha aggiunto. Sohar si trova vicino all’imbocco dello Stretto di Hormuz, in un’area che ha visto ripetuti incidenti che coinvolgono navi dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio.
I serbatoi attaccati, precisa l’agenzia di stampa West Asia News Agency, si troverebbero nel Distretto di Bamani, provincia di Hormozgan, a circa 1.012 km dalla capitale Teheran. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha condannato l’attacco definendo i raid Usa “un segno di disperazione di fronte alla volontà di una Nazione“, mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato Washingon di aver preso di mira anche un impianto di desalinizzazione a Qeshm





