Il Madison Square Garden ha tenuto un database interno di celebrità e VIP che includeva etichette per sessualità, identità razziale e livelli “di rischio”.

Un nuovo rapporto di Wired ha individuato un database dei talent del locale di New York che comprendeva 39.539 voci, tra cui musicisti, attori, politici, atleti, personaggi del mondo degli affari ed altri ospiti di alto profilo. Secondo quanto riferito, i documenti sono stati pubblicati il mese scorso dal collettivo di hacker criminali ShinyHunters e Wired riferisce che 93 persone nel database sono state contrassegnate come “LGBTQIA”, tra cui Phoebe Bridgers, Ricky Martin e la chitarrista dei Geese Emily Green. Il rapporto sostiene inoltre che nel database sono state annotate alcune celebrità’ divise per razza ed identità di genere, anche se non in modo coerente tra le voci.

Il database del Madison Square Garden

Secondo quanto riferito, a circa 400 celebrità è stato assegnato anche un punteggio “di rischio”. Si dice che Freddie Gibbs, Lil Jon, DaBaby e A Boogie Wit Da Hoodie siano tra quelli etichettati “rischio alto”, mentre Morgan Wallen, Lily Allen e Jadakiss sarebbero stati contrassegnati “rischio medio”. Ice Spice, Selena Gomez e Benson Boone, erano tra quelli che si dice fossero elencati come “a basso rischio”.

Da allora il rapporto ha ricevuto le risposte di alcuni dei musicisti citati, con Gibbs che ha scritto: “C***o, c’entro io?” su X, e mentre il batterista dei Geese, Max Bassin ha commentato sulle Instagram Stories:Va*****lo James Dolan, mi fai proprio schifo.” Dolan è presidente esecutivo e CEO di Madison Square Garden Entertainment, la società dietro MSG, Radio City Music Hall, Beacon Theatre e The Chicago Theatre. È inoltre presidente esecutivo e CEO di MSG Sports, che comprende i New York Knicks e i New York Rangers, e di Sphere Entertainment, che comprende lo Sphere di Las Vegas.

Gli ospiti nella blacklist del Madison Square Garden

Secondo quanto riferito, il produttore hip-hop Pete Rock è stato contrassegnato come ospite non gradito nel database, il che, a suo avviso, è collegato al suo precedente appello al boicottaggio di Dolan dopo che l’ex giocatore dei Knicks, Charles Oakley è stato allontanato con la forza dal Madison Square Garden nel 2017. “Non puoi impedirmi di essere un fan di Knick, ma il tuo comportamento controllante nei confronti delle persone è molto poco professionale,” aveva dichiarato Rock.

Secondo alcune indiscrezioni, le pratiche di sorveglianza dell’azienda includono la scansione dei volti delle persone che entrano nei locali controllati dalle aziende di Dolan, mentre la fuga di dati sembra aver rivelato anche un database clienti separato, molto più ampio, contenente oltre 10,5 milioni di voci, tra cui indirizzi e-mail, numeri di telefono e alcune date di nascita.