Apple ha fatto causa a OpenAI e a due propri ex dipendenti, accusandoli di averle rubato informazioni riservate, relative tra le altre cose al design dei suoi prodotti, ai suoi processi produttivi e alle sue catene di approvvigionamento.

Cosa è successo in Apple

Apple ha fatto causa alla OpenAI Foundation, la fondazione a capo di OpenAI; alla sua entità commerciale, OpenAI Group PBC, e a io Products, una startup che si occupa di sviluppare dispositivi basati sull’intelligenza artificiale per OpenAI. La causa è intentata contro Chang Liu, ex ingegnere elettrico senior di Apple, e Tang Yew Tan, ex vicepresidente del design di prodotto per iPhone e Apple Watch, nonché contro OpenAI Foundation, OpenAI Group PBC e io Products. Apple ha affermato che Chang Liu non aveva restituito un laptop aziendale e in seguito aveva sfruttato una limitazione di autenticazione per accedere alla rete interna di Apple, scaricando “decine di file riservati di Apple relativi all’hardware”. L’azienda ha anche sostenuto che Tang Yew Tan “ha utilizzato metodicamente le informazioni riservate di Apple a vantaggio di OpenAI”, inviandosi via e-mail informazioni sui fornitori di Apple e riepiloghi interni del settore prima della sua partenza.

OpenAI e Apple, un rapporto altanelante

OpenAI è un’azienda digitale conosciuta soprattutto per avere sviluppato uno dei più famosi bot di intelligenza artificiale al mondo, ChatGPT. Da tempo sta provando a sviluppare dispositivi propri, che permetterebbero di mettere a disposizione degli utenti ChatGPT senza dipendere da altri produttori.

In passato Apple e OpenAI avevano collaborato: nel 2024 avevano anche fatto un accordo per integrare il chatbot ChatGPT nei dispositivi Apple. Nell’ultimo periodo però la competizione tra le due aziende è aumentata.