La Rai ha annunciato che quest’estate non trasmetterà le repliche del programma d’inchiesta Report «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda» riguardante il suo conduttore Sigfrido Ranucci e l’attentato avvenuto contro di lui il 16 ottobre del 2025, in cui una bomba era esplosa di fronte casa sua distruggendo due auto di sua proprietà. La Rai ha comunque confermato che la prossima stagione di Report andrà in onda a partire da novembre.

Per l’attentato è indagato come mandante l’imprenditore Valter Lavitola, che tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio del Duemila ebbe estesi rapporti con politici e fu coinvolto in diverse vicende giudiziarie, tra cui un tentativo di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.

La Direzione Approfondimento della Rai “ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico”. Lo annuncia l’azienda in una nota. “Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre” aggiunge la nota.

La risposta di Ranucci alla Rai

A stretto giro arriva la risposta di Ranucci alla Rai in una nota stampa dell’avvocato Roberto De Vita: “Apprendo – afferma – con sconcerto e con preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai ha deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche, per sospendere le repliche estive di puntate di inchiesta di Report già trasmesse”. “Sospensione – si sostiene – con una motivazione che afferma esattamente il contrario: questa non è la protezione del ‘patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico’ e della trasmissione, ma è la delegittimazione non solo della mia persona ma anche di tutto il lavoro dei singoli giornalisti che – sottolinea – in modo autonomo e indipendente hanno curato inchieste importanti e che sono vero patrimonio per l’informazione e la democrazia”.