Quanti ricordano della — abbastanza prevedibile — battaglia legale intrapresa da Nintendo contro Palworld? È possibile che abbiate perso il conto per la tendenza relativamente frequente dell’azienda a proteggere con grande ardore i propri prodotti. Nel 2025 Pokémon Company, appartenendo al gruppo Nintendo, ha deciso di fare causa a PocketPair, i creatori giapponesi che hanno sviluppato Palworld, per un brevetto preesistente sul marchio Pokémon. Tuttavia, secondo un esperto c’è la possibilità che l’azienda abbia scarse possibilità di vittoria.
La causa intrapresa da Nintendo contro Palworld potrebbe concludersi diversamente
Nello stesso periodo, quando è emersa la scelta di Nintendo di intraprendere un’effettiva azione legale, l’azienda ha anche annunciato la richiesta di deposito di un ulteriore brevetto. Questo era strettamente legato a una specifica meccanica di gameplay che vede la possibilità di evocare un personaggio e farlo combattere a fianco del protagonista. Gli utenti hanno contestato la genericità di questo brevetto, molti la limitazione alla concorrenza. Nonostante ciò, l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti l’ha ugualmente approvato. Kirk Sigmon, avvocato specializzato in brevetti, ha descritto la decisione come «un fallimento del sistema brevettuale statunitense». Ovviamente era necessario del tempo per comprendere se, e in quale misura, Nintendo avrebbe sfruttato questi strumenti ai fini della causa contro Palworld. Adesso potremmo avere la situazione leggermente più chiara in vista della causa che avrà luogo tra ottobre e novembre di quest’anno.
Florian Mueller, esperto di IP e videogiochi, ritiene che una vittoria schiacciante per Nintendo sia abbastanza improbabile. Il motivo principale sostenuto da Mueller è che una parte significativa della causa contro Palworld si basa su brevetti richiesti a seguito dell’uscita del gioco. L’azienda ha anche cercato di colpire le vecchie versioni del survival open world modificando la richiesta avanzata, rivolgendosi così alle meccaniche esistenti «prima che Pocketpair apportasse modifiche per eliminare l’esposizione ai brevetti». Adesso l’attenzione si sposta su un quadro ben più ristretto rispetto a quello ipotizzato inizialmente, includendo unicamente gli elementi per i quali «Nintendo può chiedere un risarcimento dei danni». Il risarcimento massimo stimato che l’azienda potrebbe ottenere di aggira intorno ai 5 milioni di yen (circa 27 mila euro). Per avere conferme e smentite dello sviluppo sarà necessario attendere ancora qualche mese.
Stefania Cirillo





