Cesare Cremonini ha tenuto un concerto all’Ippodromo La Maura di Milano davanti a ottantamila spettatori; una serata attesissima dai fan del cantautore bolognese, ma che, per più di qualcuno, si è trasformata in una notte da incubo. Molti, moltissimi presenti hanno infatti lamentato sui social i grandi disagi dettati da un’organizzazione fallace, l’impossibilità di raggiungere facilmente il luogo dell’evento e, addirittura, di riuscire ad ascoltare e vedere il live, se non da una grande distanza.
Su TikTok, un utente ha postato un video che mostra la folla accalcata in una zona dell’area in cui l’audio era appena udibile. Una ragazza, invece, ha riportato come, alle 21:00, l’ex frontman dei Lùnapop abbia iniziato il suo show, nonostante trentamila persone fossero ancora dietro le transenne dei controlli. «Cesare ha deciso di iniziare comunque il concerto», ha scritto. «Era come sentire Cesare in radio». La giornalista Grazia Sambruna ha ripreso il suo racconto, aggiungendo: «Ottantamila (troppi) e decine di migliaia rimasti fuori. Soccorritori in affanno».
Scene simili si erano già verificate lo scorso anno, in occasione del concerto degli Imagine Dragons, che aveva inaugurato la passata stagione dell’Ippodromo. Allora, il Comune aveva installato dei massi di granito, recinzioni e dossi, nel tentativo di disincentivare le soste irregolari, ma non erano serviti ad arginare i problemi e i disagi.
La replica di Cesare Cremonini: «Il concetto di grande evento è stupendo ma porta fuori strada rispetto alla musica attuale»
Nonostante le polemiche, Cremonini ha parlato dello spettacolo con grande entusiasmo. Ha affidato i propri pensieri ai social, scrivendo: «Ho dato tutto quello che ho sul palco, sentivo che sarebbe stato l’ultimo concerto a Milano di queste dimensioni per un po’ di tempo! So che voglio tornare a far parlare di musica e dischi e del cuore, slegandoli dai numeri. Non so quando e dove ci rivedremo Milano, ma sarà molto presto e occhi negli occhi, perché tu sei il punto di partenza e mai di arrivo. Vi amo».
Ha poi replicato a un follower che gli faceva notare il malcontento generale in merito alla serata: «Pensa che questi concerti li facevano anche 50 anni fa senza schermi, senza una passerella da 100 metri e con la tecnologia audio dei nostri nonni. Il pubblico non sentiva un caz*o ma capiva cosa stava accadendo. Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti. Per questo voglio fermare questa macchina. Il concetto di grande evento è stupendo ma porta fuori strada rispetto alla musica attuale». Le parole del cantante, comprensibilmente, non sono piaciute a molti dei suoi stessi fan, che gli hanno prontamente ricordato: «Qui non si tratta di ego, ma di rispetto per chi ha pagato per ascoltarti».
Federica Checchia





