Da qualche tempo, il legame tra McDonald’s e Coca-Cola sembra essere diventato decisamente meno esclusivo rispetto al passato. La catena di fast food, che da diversi anni sta registrando un costante calo delle vendite delle bevande gassate tradizionali, sta provando ad accrescere la propria offerta, collaborando anche con altri marchi, spesso in concorrenza con l’azienda che produce la storica bibita industriale. Tra le novità più recenti, almeno nelle filiali statunitensi, la Dirty Dr Pepper, con vaniglia e una schiuma di latte freddo, e la Red Bull Dragonberry Energizer, mescolata con sciroppo al lampone e pezzi di dragon fruit essiccato.
In questo modo, la società spera di non perdere ulteriore terreno rispetto a caffetterie avversarie, prime fra tutte Starbucks e Dunkin’ Donuts, le cui vendite di iced coffee hanno rilevato un notevole incremento nell’ultimo periodo. Nel 2023, si stima, i cittadini statunitensi avrebbero speso circa 17,7 miliardi di dollari per questa tipologia di prodotti, contro gli 8,5 miliardi di dollari del 2016. Il colosso della ristorazione non sembra intenzionato a interrompere il rapporto con il suo iconico partner commerciale, iniziato nel lontano 1955, ma sta tenendo conto della «evoluzione delle preferenze dei clienti e dalle tendenze emergenti». In un’intervista, il nuovo amministratore delegato di Coca-Cola Henrique Braun ha confermato la solidità della collaborazione e, in merito alle scelte di Mc Donald’s, ha dichiarato: «Rispettiamo le loro decisioni, come facciamo con tutti i nostri clienti».
I “precedenti” tra Mc Donald’s e Coca-Cola: la svolta negli anni Duemila e i CosMc’
Già in passato, in ogni caso, le due aziende si erano temporaneamente allontanate. Nei primi anni Duemila, i punti vendita iniziarono a vendere i loro alimenti anche singolarmente, e non solo con la formula fissa dei menù; questa duplice opzione intaccò l’associazione automatica tra i panini e le bevande gassate, quasi sempre Coca-Cola. Proprio in quel periodo, McDonald’s iniziò a distribuire anche altri tipi di bibite analcoliche, come i prodotti di Pepsi in bottiglia, la Dr Pepper e la Monster. Per contrastare l’ascesa di Starbucks, inoltre, nel 2023 aprì i CosMc’s, delle vere e proprie caffetterie che, tuttavia, non incontrarono il favore dei consumatori, e che vennero chiuse appena un anno dopo.
Dal canto suo, la stessa Coca-Cola sta provando a rinnovarsi, studiando le esigenze dei clienti. Il mese scorso, ad esempio, ha presentato a una fiera nazionale per la ristorazione a Chicago una vasta gamma di nuove bevande fredde, ancora in fase di sperimentazione, come la Strawberry Hot Honey Lemonade, una limonata alla fragola e al miele piccante, e la Blueberry London Fog, un mix di tè, latte e sciroppo di mirtillo.
Federica Checchia





