Quest’anno il corteo del Roma Pride potrà contare su tre “ambassador” ufficiali: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario. Oltre 30 carri sfileranno per le vie del centro, da piazza della Repubblica a Caracalla, per il Roma Prima 2026. “La Repubblica è chi la abita”: questo è lo slogan scelto per l’edizione 2026.
Migliaia e migliaia i partecipanti, che arrivano da tutte le città italiane, per “rappresentare la pluralità delle comunità Lgbtqia+ e di tutte le persone che credono in una società più libera, inclusiva e rispettosa delle differenze”.
Le parole di Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario in conferenza stampa
“Mi considero una transfemminista e quindi amo il pensiero e l’azione di poter vivere il contesto delle persone trans e queer – ha detto Levante durante la conferenza stampa – e ho sempre la sensazione che la comunità Lgbtqia+ soffra di una sorta di geolocalizzazione, come se al di fuori di contesti importanti come Roma e Milano, fosse invisibile al resto del Paese”.
Mentre Francesca Michielin ha sottolineato: “Credo che dovremmo forse smetterla con il termine inclusione, che suggerisce una visione normocentrica, come se ci fosse qualcuno che ha deciso ‘ah sì, ti accetto lo stesso’, invece noi conviviamo nella diversità, con una moltitudine di persone, ognuno con la sua storia e identità”. E Margherita Vicario ha sottolineato come sia importante “fare campagne di accoglienza, sensibilizzazione, perché ci sono ancora troppi stigmi e pregiudizi sulla comunità Lgbtqia+ e sul sesso”.
L’associazione contro le discriminazioni verso le persone Lgbt nella comunità ebraica ‘Keshet Italia’ sfilerà sabato
L’associazione contro le discriminazioni verso le persone Lgbt nella comunità ebraica ‘Keshet Italia’ sfilerà sabato al Roma Pride 2026. L’annuncio della riconciliazione arriva dopo il rifiuto da parte degli organizzatori del corteo, il 25 maggio scorso, della presenza del carro dell’associazione che ha per bandiera i colori dell’arcobaleno con al centro la stella di David.A fare da mediatore tra il Pride di Roma e Keshet Italia c’è Roma Capitale e il sindaco Gualtieri che nei giorni scorsi ha aperto un tavolo di discussione per trovare una soluzione. Ad annunciare l’esito positivo il presidente di Keshet Italia Raffaele Sabbadini che ha letto, in conferenza stampa all’Hotel Ripa di Roma, il comunicato: “Si è definito un percorso che permetterà al movimento Lgbtquia+ romano di affrontare le questioni emerse e di ricomporre tensioni e incomprensioni che si sono create. Sarà un percorso a tappe che prevederà, tra l’altro, la partecipazione di Keshet Italia alla parata del Roma Pride in uno spezzone sicuro e l’ingresso di Keshet nel coordinamento del Roma Pride”





