Trump ha minacciato di imporre dazi del 100 per cento sulle importazioni provenienti da qualsiasi Paese che applichi una tassa sui servizi digitali forniti da aziende statunitensi. Trump ha preso di mira in particolare l’Europa che, a suo dire, starebbero discutendo l'”imminente” introduzione di imposte sulle società americane.

Il presidente statunitense ha più volte cercato di utilizzare i dazi come strumento per scoraggiare questo tipo di tassazione. Tuttavia, molti Paesi stanno cercando nuove entrate fiscali, mentre le loro economie diventano sempre più digitali e dominate dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi. “Che questa dichiarazione serva da avvertimento: qualsiasi Paese che imporrà una simile tassa sarà immediatamente colpito da dazi del 100 per cento su tutte le merci esportate negli Stati Uniti d’America“, ha scritto Trump sui social.

Trump si è sempre opposto ai tentativi internazionali di tassare o regolamentare i colossi tecnologici statunitensi. Già lo scorso anno aveva minacciato nuovi dazi contro qualsiasi Paese intenzionato a farlo, sostenendo che le imposte e le normative sui servizi digitali “sono tutte concepite per danneggiare o discriminare la tecnologia americana”.

L’avvertimento arriva a pochi giorni dalla scadenza del 4 luglio fissata da Trump per l’entrata in vigore dell’accordo commerciale tra l’Europa e Stati Uniti, che limita al 15 per cento la maggior parte dei dazi sulle esportazioni europee verso il mercato statunitense.

L’Europa risponde alle minacce di Trump

Le “misure unilaterali volte a contrastare politiche così legittime sono ingiustificate. Qualora venissero intraprese, l’UE risponderà con rapidità e decisione per difendere i propri diritti e la propria autonomia normativa”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue in merito alla minaccia di Donald Trump di imporre dazi al 100% in caso di digital tax in Europa.

“L’UE e i suoi Stati membri hanno il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio, in linea con i nostri valori democratici e gli impegni internazionali.Qualsiasi imposta è per sua natura non discriminatoria e si applica in modo equo a tutte le grandi imprese, indipendentemente dalla loro origine. – prosegue il portavoce -. L’UE ha sempre sostenuto una soluzione globale per una tassazione equa dell’economia digitale, in linea con le conclusioni dei ministri delle finanze del G7. Questa rimane la nostra strada preferita e siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo per raggiungerla”.