Game of Thrones è una delle migliori serie degli anni 2000. A dirlo sono sia il pubblico, che la critica di settore. La serie tv, adattamento della saga della Canzone del ghiaccio e del fuoco di George R. Martin, arriva sugli schermi mondiali grazie a HBO Max nel 2011. Diretta da David Benioff e Dan Weiss, è un immediato successo. Le vicende raccontate, le interpretazioni degli attori, le atmosfere medievali-gotiche, i costumi e la musica partecipano a creare un prodotto cinematografico di alto livello. La colonna sonora, poi, nata dalla creatività di Ramin Djawadi, accompagna i momenti più drammatici e intensi della trasposizione, creando un qualcosa di unico. 

HBO punta il genio creativo di Djawadi 

Il compositore Ramin Djawadi ha raccontato in un’intervista del 2019 al magazine online The Hollywood Reporter che Weiss e Benioff tentarono a lungo di contattarlo per averlo come curatore musicale della serie. Una volta stabilita la loro partnership lavorativa, l’uomo dichiara di aver lavorato prima alla canzone dedicata agli Stark piuttosto che alla sigla iniziale. In un secondo momento, allora, si è dedicato al tema ufficiale d’apertura. Difficile rispettare le richieste dei due produttori: musica che rispecchia avventura, storia e mistero. 

Behind the scene di una dei più grandi temi musicali della tv

Immediatamente, Djawadi capisce di dover creare una sigla che catturi allora tutto la storyline di Game of Thrones. “Separati o che stiano viaggiando, i personaggi alla fine torneranno insieme”, gli dicono gli sceneggiatori. Una melodia che viene in mente mentre si guida. Così Djawadi ha avuto la sua ispirazione per la canzone diventata il biglietto da visita della serie. Immediata la corsa di nuovo in studio e l’aggiunta dei violoncelli e il resto della parte strumentale per dare vita alla più famosa sigla della tv. 

Le nozze rosse, il climax della terza stagione 

Il genio musicale di Djawadi crea per la serie tanti temi iconici, come quello che ha accompagnato l’episodio delle Nozze Rosse, penultimo della terza stagione. Il compositore rimembra mentre studiava la musica della scena la frase di casa Lannister, letta nei libri: “Un Lannister paga sempre i propri debiti”. Infatti, mentre Robb Stark, sua moglie, sua madre e il suo esercito vengono trucidati brutalmente dagli uomini di Walder Frey, comprati dai Lannister, la musica colpisce lo stomaco. Le emozioni e le reazioni del pubblico dopo la visione dell’episodio, infatti, sono state incontenibili. Dopo 3 stagioni, il gioco del trono di spade arriva ad una svolta. 

Mhysa, Daenerys Targaryen libera gli oppressi 

Dopo l’orrore delle Nozza Rosse esiste la speranza. A renderla è il personaggio di Daenerys Targaryen che arrivata nelle città di Essos libera uomini, donne e bambini dalla schiavitù. Dopo la rottura della catene che li rendeva prigionieri, una folla la solleva al cielo al grido di “Mhysa, mhysa, mhysa”, ovvero madre. I cori della canzone che accompagna la scena sono emblematici: sono gli stessi delle persone liberate che cantano in una lingua poco articolata vicina al Valeriano, madre lingua dei Targaryen. Speranza, gioia, crescita di potere in una sola canzone.

Musiche che restano nella mente 

Il lavoro del compositore tedesco di origini iraniane per HBO non è stato solo quello di creare delle canzoni iconiche per lo show, ma anche di colpire l’intero pubblico dandogli qualcosa di immortale. I momenti rimasti nella mente di tutti per l’accompagnamento sonoro di Djawadi sono innumerevoli: la battaglia finale contro il re della Notte, Arya Stark che dopo anni ad Essos torna a Westeros, John e Sansa che si rincontrano dopo tante vicende drammatiche e sconfiggono Ramsey Bolton, l’incontro tra Cersei, Daenerys e tutti i personaggi principali a Fossa del Drago. E questo fa comprendere come HBO con Weiss e Benioff abbiano fatto benissimo a puntare su Djawadi. Una scommessa, quindi, vinta in pieno. 

Layla Perroni