Gli Stati Uniti hanno bombardato depositi di missili e droni iraniani e radar costieri, in risposta a un attacco iraniano contro una nave commerciale nello stretto di Hormuz, sabato. Lo annuncia il Comando centrale americano su X. L’Iran ha lanciato, di conseguenza dicono, diversi missili e droni verso i paesi limitrofi, tra cui il Bahrein e il Kuwait, ha dichiarato un funzionario statunitense ad ABC News.

Gli attacchi giungono dopo che, poche ore prima, funzionari iraniani avevano annunciato ritorsioni mirate contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, in risposta agli attacchi di rappresaglia americani avvenuti sabato mattina. Funzionari statunitensi avevano affermato che tali attacchi erano stati provocati dal precedente attacco con droni iraniani contro una petroliera nello Stretto di Hormuz.

Colpito il Bahrein

Il Bahrein è stato uno dei più strenui critici nei confronti dell’Iran e ospita la Quinta Flotta della Marina statunitense. Ha recentemente ospitato il Segretario di Stato americano Marco Rubio per una riunione dei ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, conclusasi con un appello alla cessazione degli attacchi iraniani e alla completa apertura dello stretto. Un comunicato del Ministero degli Esteri del Bahrein ha affermato che “diversi droni iraniani” hanno preso di mira il Paese. Il comunicato ha definito l’attacco “una flagrante minaccia alla sicurezza dei cittadini e dei residenti”. Non si sono avute segnalazioni immediate di danni.

«Se l’aggressione dovesse ripetersi, la nostra risposta sarà più ampia di questa», hanno avvertito invece i Guardiani della Rivoluzione, citati dalla televisione di Stato Irib. 

E a testimonianza di una tensione che sale sempre più c’è il messaggio pubblicato sui sociale durante la notte dal vicepresidente Usa, JD Vance: «L’Iran ha firmato un accordo per il cessate il fuoco. Noi lo abbiamo rispettato. Se hanno delle divergenze su come viene applicato il protocollo d’intesa, possono chiamarci» ma «alla violenza risponderemo con la violenza».

Sabato, le Guardie Rivoluzionarie iraniane, un gruppo paramilitare, hanno diffuso un comunicato, ripreso dall’agenzia di stampa statale IRNA, affermando di aver preso di mira diverse postazioni “dell’esercito terroristico statunitense nella regione”. Il comunicato non specificava quali aree fossero state colpite.