Gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato di interrompere gli attacchi militari e martedì terranno colloqui ad alto livello in Qatar, in un tentativo urgente di salvare il loro fragile accordo di pace, riferiscono i media statunitensi. La svolta arriva dopo giorni di scontri sempre più intensi, che rischiavano di far deragliare un memorandum d’intesa provvisorio firmato il 17 giugno. L’intesa puntava a porre fine al conflitto iniziato a fine febbraio.

In base a quell’accordo, Teheran si è impegnata a consentire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre Washington ha accettato di revocare il blocco dei porti iraniani.

Trump ha mantenuto una linea dura per tutta la durata delle tensioni. Sabato ha ribadito le sue minacce di un’azione militare totale nel caso in cui gli attacchi iraniani contro la navigazione riprendano, affermando che l’Iran “non esisterebbe più” se gli Stati Uniti fossero “costretti” a riavviare la guerra.

Secondo fonti diplomatiche, l’incontro di martedì era inizialmente previsto in Svizzera e avrebbe dovuto affrontare questioni più ampie, compreso il programma nucleare iraniano. Tuttavia, dopo la pericolosa escalation degli scontri militari del fine settimana, la sede è stata spostata in Qatar e l’agenda è stata ridotta, concentrandosi esclusivamente sul braccio di ferro nello Stretto di Hormuz.

Khamenei ha ordinato alla magistratura di perseguire “i crimini di guerra” commessi da Stati Uniti e da Israele contro l’Iran

L’ayatollah Mojtaba Khamenei ha ordinato alla magistratura di perseguire “i crimini di guerra” commessi da Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. In un messaggio diffuso in occasione della settimana della magistratura, di cui ha riferito l’agenzia Mehr. “Le questioni giuridiche e giudiziarie piu’ importanti che l’intera nazione iraniana si trova ad affrontare attualmente sono il perseguimento e il ripristino dei diritti violati da criminali internazionali e potenze arroganti e aggressive”, si legge nel testo. “Il sangue di coloro che sono stati uccisi nelle due guerre di aggressione contro l’Iran – condotte dagli Stati Uniti e da Israele nel giugno 2025 e nel febbraio 2026 – insieme ai danni fisici, psicologici, materiali e spirituali inflitti all’Iran e al suo popolo all’interno e all’esterno del Paese, costituisce la base per centinaia o addirittura migliaia di importanti cause legali”, ha assicurato la Guida suprema che ha ricordato tra l’altro la strage nella scuola di Minab e “il martirio” del padre, l’ayatollah Ali Khamenei. “Cio’ che e’ certo e’ che i criminali devono essere assicurati alla giustizia e costretti ad affrontare le conseguenze dei loro atti criminali”, ha avvertito