Se negli ultimi due anni la moda ci aveva convinti che il beige fosse uno stile di vita e che il lusso dovesse quasi passare inosservato, Marc Jacobs è arrivato per ribaltare completamente il tavolo. La sua collezione Spring/Summer 2027, presentata ancora una volta nella suggestiva cornice della New York Public Library, è tutto ciò che il quiet luxury non è: colori sparati, silhouette minuscole, riferimenti alla storia della moda e quell’energia quasi caotica che ti fa venire voglia di vestirti senza pensare a regole, palette o estetiche perfettamente coordinate.
Y2K girls, abbiamo vinto con Marc Jacobs
La sfilata è durata appena quattro minuti, ma sono bastati per lanciare un messaggio chiarissimo: nel 2027 la moda vuole tornare a divertirsi. Niente minimalismo, niente outfit “safe”, niente paura di esagerare. Jacobs costruisce una collezione che sembra una gigantesca dose di serotonina, dove il color blocking torna protagonista e il guardaroba diventa un vero playground creativo.
A colpire fin dal primo look è proprio l’uso del colore. Rosa bubblegum, blu elettrico, viola intenso, verde smeraldo, rosso ciliegia e arancione vitaminico convivono nello stesso outfit senza cercare alcun equilibrio tradizionale. È un mix volutamente eccessivo che, invece di creare confusione, restituisce una sensazione di libertà. Guardando la passerella viene quasi da pensare che Marc Jacobs abbia deciso di dire basta alla paura di osare che negli ultimi anni aveva dominato molte collezioni.
Il messaggio della collezione? Più gioia, meno regole
Anche le silhouette seguono la stessa filosofia. Le gonne diventano microscopiche, i mini dress si arricchiscono di frange in PVC, i corsetti ricamati vengono abbinati a collant coloratissimi e le trasparenze si sovrappongono una sull’altra creando un effetto quasi teatrale. È una collezione che non cerca la discrezione, anzi sembra voler attirare ogni sguardo possibile, ricordandoci che la moda nasce anche per sorprendere.
Come spesso accade con Marc Jacobs, però, dietro ogni look c’è molto più di quello che appare a un primo sguardo. La collezione è infatti una vera dichiarazione d’amore alla storia della moda. Tra le ispirazioni si riconoscono richiami a Prada dei primi anni Duemila, Chanel e Yves Saint Laurent degli anni Novanta, Junya Watanabe e persino alcune delle collezioni che Jacobs firmò durante la sua iconica esperienza da Louis Vuitton. Il risultato non è mai una semplice copia nostalgica, ma una reinterpretazione contemporanea che riesce a far dialogare passato e presente senza sembrare mai prevedibile.
E poi c’è tutto quel sapore Y2K che continua a conquistare la Gen Z. Collane sovrapposte, cinture indossate una sopra l’altra, collant colorati, lingerie a vista e accessori maxi riportano in passerella un’estetica che oggi vive una seconda giovinezza grazie a TikTok e Pinterest. Jacobs, però, non si limita a cavalcare il revival: lo rende più sofisticato, più teatrale e decisamente più fashion.
Forse è proprio questo l’aspetto più interessante della collezione. In un momento storico in cui il quiet luxury continua a dominare il mercato, Marc Jacobs sceglie di fare esattamente il contrario. E a noi, ci piace.





