Il bilancio delle vittime dei due devastanti terremoti che hanno colpito il nord del Venezuela la scorsa settimana è salito a 2.295 morti e oltre 11mila feriti, ha reso noto mercoledì il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez.

Le persone rimaste senza casa sono circa 26 mila. “Stiamo allestendo nuovi accampamenti provvisori nella città di Caracas e nello stato di La Guaira. Saranno accampamenti di breve sosta perché stiamo già preparando i piani per un processo rapido di costruzione delle abitazioni”, ha detto Rodríguez ha precisato che attualmente sono 25 gli accampamenti già allestiti, e che 13 di questi si trovano a La Guaira, 8 a Caracas e uno ciascuno negli stati di Miranda e Carabobo.

Sul fronte dell’emergenza sanitaria le cifre ufficiali parlano inoltre di oltre 17.000 pazienti ricoverati a causa del terremoto, 4500 dei quali rimangono ancora ricoverati, mentre il numero di dispersi è affidato solo a fonti non ufficiali e supera i 40mila.

Due sismi di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Venezuela la sera del 24 giugno, provocando distruzioni diffuse e decine di scosse di assestamento nei giorni successivi. Una ha fatto tremare di nuovo la regione venerdì, spingendo la popolazione a fuggire in strada mentre la terra tornava a muoversi.

Secondo il governo venezuelano, fino a martedì sono state trovate vive oltre 6.450 persone e altre 13.500 sono riuscite a mettersi in salvo da sole.

L’Unicef stima che circa 1,8 milioni di persone, tra cui 680.000 bambini, abbiano bisogno di assistenza umanitaria dopo i terremoti. Una stima preliminare del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo fissa a 6,7 miliardi di dollari il costo dei danni materiali diretti causati dalle scosse.