Il Venezuela è stato colpito dal terremoto più potente degli ultimi 126 anni: una scossa di magnitudo 7.2 seguita da un’altra ancora più violenta di magnitudo 7.5 a distanza di 39 secondi.
L’epicentro del primo terremoto, quello di magnitudo 7.2, è stato vicino a Morón, una città costiera circa 170 chilometri a ovest di Caracas, e il suo ipocentro a una profondità di 22 chilometri. Un minuto dopo c’è stato un terremoto ancora più violento, di magnitudo 7.5, pochi chilometri a sudovest di Morón, con ipocentro a 16 chilometri di profondità.
Diversi gli edifici crollati anche a Caracas, dove si scava senza sosta tra le macerie per salvare le persone rimaste intrappolate. Per ora non ci sono dati ufficiali, ma si teme un disastro di vasta portata.
Il presidente ad interim Delcy Rodriguez, ha dichiarato lo stato di emergenza. Rodríguez ha detto di aver sospeso l’erogazione del gas per evitare perdite che possano causare esplosioni. In diverse zone sono state interrotte anche le forniture di acqua per i danni causati dal terremoto. A Caracas sono stati sospesi treni e metropolitane ed è stato chiuso l’aeroporto Simón Bolívar, che ha subito grossi danni. Rodríguez ha detto anche che le scuole rimarranno chiuse fino alla fine della settimana e che nella capitale e dintorni ci sono blackout localizzati.
L’epicentro vicino a Moron, città costiera a 200 chilometri dalla capitale venezuelana.
I centri di allerta tsunami statunitensi hanno dichiarato che non sussiste più alcuna minaccia di tsunami a seguito del terremoto in Venezuela. Lo riferisce la Cnn.. Un precedente avviso, emesso dopo le forti scosse registrate nel Paese, aveva messo in guardia sulla possibilità di onde per le coste entro 300 chilometri (186 miglia) dall’epicentro, nonché per Porto Rico e le Isole Vergini. “La minaccia di tsunami derivante da questo terremoto è cessata e non sussiste alcun ulteriore pericolo”, ha dichiarato il centro in un aggiornamento





