Un’esplosione ha colpito il quartiere di al-Hijaz a Damasco. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Sana, che fornisce un bilancio provvisorio di 6 morti e 16 feriti.
Secondo l’agenzia di stampa Afp, l’esplosione è avvenuta in un caffè nel centro della capitale siriana, nei pressi del Palazzo di Giustizia. Le forze di sicurezza siriane hanno isolato la zona, istituendo un cordone di sicurezza attorno al luogo dell’esplosione. Secondo quanto riporta Al Jazeera, l’attentatore avrebbe messo un ordigno improvvisato sotto un tavolo del locale pieno di gente, prima di andare via. Non sarebbe ancora stato identificato.
Non si tratta del primo attentato di questo tipo da quando l’ex presidente siriano Bashar al-Assad è stato destituito, alla fine del 2024, da Ahmed al-Sharaa. Sempre nella capitale, il 19 maggio scorso un’autobomba aveva ucciso un soldato siriano e ferito almeno altre 18 persone fuori da un edificio del Ministero della Difesa.
Attorno alla zona è stato imposto un rigido cordone di sicurezza, mentre squadre di soccorso sono accorse per portare via le vittime e trasferire i feriti negli ospedali della capitale.
Il governatore di Damasco, Maher Marwan, cognato del leader Ahmad Sharaa e da più parti indicato come il più evidente caso di nepotismo compiuto dal nuovo regime, ha rilasciato dichiarazioni altisonanti di condanna: “Le prossime ore riveleranno tutto, e coloro che hanno versato il sangue dei siriani pagheranno. Ma la Siria starà bene finché saremo uniti, e questo non scuoterà lo Stato siriano”. “Giorno dopo giorno verranno individuati coloro che hanno minato la sicurezza della Siria”, ha quindi assicurato Marwan: “Più il Paese raggiunge la stabilità, più ci sarà chi cercherà di danneggiarla”.
Il caffè Mushiriya, colpito dall’esplosione, è uno dei locali storici e più popolari della capitale siriana. Si trova lungo Viale della Vittoria (Nasr), nel quartiere Hijaz, dal nome della storica stazione ferroviaria per La Mecca. È frequentato quasi quotidianamente da avvocati e giuristi, in particolare i più anziani.
L’esplosione arriva dopo una serie di episodi di sicurezza registrati nella capitale negli ultimi mesi. Il 19 maggio le autorità avevano annunciato l’uccisione di un soldato e il ferimento di altri 12 nell’esplosione di un’autobomba nei pressi della Direzione armamenti del ministero. Nel giugno 2025 un attentatore suicida, che si era detto affiliato allo ‘Stato islamico’, aveva colpito la chiesa ortodossa di Mar Elias, nel quartiere di Dweila, vicino a Bab Sharqi, uccidendo 13 persone e ferendone altre 53.





