Il procuratore del Principato di Monaco ha riferito che le forze dell’ordine hanno identificato una persona, accusata dell’attentato contro un oligarca ucraino compiuto lunedì 29 giugno. Il sospettato è di nazionalità straniera e, attualmente, non si troverebbe più nel Principato: per questo motivo, le autorità hanno emesso un mandato d’arresto internazionale, e chiesto all’Interpol –l’Organizzazione internazionale della polizia criminale– di emettere una red notice, ovvero una richiesta ai Paesi aderenti di localizzare, fermare ed estradare un criminale o sospetto tale.

L’attentato nel Principato di Monaco contro l’oligarca Iermolaiev e la sua famiglia: l’autore potrebbe essere una donna

Lunedì, qualcuno ha lasciato uno zaino pieno di esplosivo davanti all’abitazione di Vadym Iermolaiev, un oligarca ucraino che vive nel Principato di Monaco dal 2022. La bomba è esplosa mentre l’uomo, insieme a sua moglie e al figlio quindicenne, rientravano a casa: i tre sono rimasti feriti nella detonazione, la donna in modo grave. Come si evince dalle prime indagini, l’attentato non avrebbe un movente politico; sarebbe, al contrario, legato alle attività finanziarie del magnate, o a quelle di un altro dei suoi figli, Artur, che vive e lavora in Israele.

Non si conoscono ancora i dettagli della persona accusata di aver compiuto l’attentato. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano una persona vestita di nero, con un cappello nero, mentre abbandona lo zaino di fronte alla casa di Iermolaiev, per poi scappare subito dopo l’esplosione. In base a quanto riportato da fonti investigative al quotidiano francese Le Figaro e all’emittente BFMTV, si tratterebbe di una donna con abiti maschili.

Chi è l’oligarca ucraino Vadym Iermolaiev: i legami con Mosca e la fuga a Monaco

Vadym Iermolaiev fa parte di un gruppo di ricchi uomini ucraini che, nei primi giorni dell’invasione russa, nel febbraio del 2022, hanno lasciato il loro Paese per stabilirsi nel Principato di Monaco; è sottoposto a sanzioni da parte del governo di Kiev per i suoi legami con Mosca. Nato a Dnipro, nell’Ucraina orientale, ha fondato nel 1995 l’azienda immobiliare Alef, per poi investire nel settore agroalimentare, in quello edile e in aziende di strumentazione medica. Per molto tempo ha prodotto anche vini in Crimea, nei territori poi occupati e annessi illegalmente dalla Russia.

Iermolaiev ha prima acquisito la cittadinanza cipriota, rinunciando poi a quella ucraina, nel 2022; il quotidiano Kyiv Independent lo definisce un «oligarca di Dnipro», dove ha mantenuto i contatti anche dopo il suo trasferimento a Monaco. Nel 2023, il presidente Volodymyr Zelensky lo ha inserito in una lista di persone sanzionate per i loro rapporti con il Cremlino. Le accuse contro di lui, in particolare, fanno riferimento a un’azienda vinicola in Crimea, ora nelle mani della Russia ma, con ogni probabilità, ancora gestita da lui, attraverso prestanomi. L’imprenditore nega tutto e sostiene di aver perso ogni controllo sugli investimenti nell’area occupata.

Federica Checchia