È passato obiettivamente poco dall’apertura dei preordini di GTA 6, eppure le lamentele dei fan sono arrivate in tempo zero. Se il caso più eclatante si è focalizzato sull’assenza di una copia fisica, gli utenti si sono ritagliati uno spazio per criticare anche la versione specifica del titolo. Come molti sapranno, il videogioco sviluppato da Rockstar Games comprende la versione standard a 79,99 euro e la Ultimate Edition a 99,99 euro. Quest’ultima citata rappresenta proprio quella finita al centro del dibattito e il motivo riguarderebbe proprio i contenuti aggiuntivi della versione.

Per GTA 6 il solo preordine è bastato a generare polemiche, ma cosa c’entra l’Ultimate Edition?

Il problema, come già accennato, riguarda i contenuti aggiuntivi ottenibili esclusivamente attraverso l’acquisto dell’Ultimate Edition. Difatti, attraverso la descrizione della versione di GTA 6, notiamo rapidamente che il materiale fornito è ben più corposo. Non sono solo skin esclusive per i protagonisti o le armi, ma di componenti che pare possano ampliare il gameplay. Tra gli esempi, infatti, figurano anche veicoli, mod, negozi e un covo di banditi aggiuntivo. Secondo alcune voci, è possibili che i possessori della versione standard, una volta entrati all’interno di un negozio, potrebbero vedersi apparire sullo schermo un banner che invita all’acquisto dell’Ultimate. Per quest’ultimo dettaglio, però, non vi è alcuna conferma ufficiale.

Indipendentemente da ciò, l’idea che ha suscitato disappunto in molti utenti è proprio una limitazione così netta per una versione rispetto all’altra. Tuttavia, come sottolinea Everyeye, al momento non conosciamo nel dettaglio il gameplay di GTA 6 e, conseguentemente, il possibile impatto che questi contenuti aggiuntivi possano gravare sull’economia di gioco. In ogni caso, le polemiche sono più che giustificate, ma anche questo titolo potrebbe avere lo stesso esito di Red Dead Redemption 2 che, pur includendo l’Ultimate Edition con contenuti simili presenti, è stato ugualmente amato e giocato senza tener conto di questi fattori.

Stefania Cirillo