Attraverso i propri canali social, Vasco Rossi ha accettato la “sconfitta” e si è complimentato con Ultimo, che ieri sera a Tor Vergata ha radunato 250.000 persone al suo concerto-evento stabilendo il nuovo record per pubblico pagante in Italia e superando l’exploit del rocker di Zocca, risalente all’1 luglio 2017, quando al Modena Park aveva intrattenuto 220.000 spettatori.

Questo il messaggio del Blasco nei confronti del cantautore romano, al secolo Niccolò Moriconi: “Kom…plimenti a Ultimo e alla città di Roma! Sono davvero felice per Niccolò. Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani… è giusto così! Ti voglio bene, Niccolò…e poi ci troveremo come le star…”.

La sera dei miracoli di Ultimo, dall’endorsement di Vasco Rossi alla lettera ai fan

Prima dell’epocale show di ieri sera, Ultimo ha scritto una lettera ai suoi fan, in cui ha riflettuto sui suoi primi dieci anni di carriera. “Non so da dove arrivino le canzoni, da che magico mondo riescano a farsi conoscere”, ha esordito, “o a volte anche solo farsi intravedere. Ho surfato su quest’onda anomala che chiamano successo, mi è arrivata incontro mentre credevo semplicemente di star facendo un bagno a riva tranquillo. In realtà ho sempre saputo che prima o poi avrei vissuto quello che vivo oggi, e non è presunzione, è sentire. Lo sentivo quando andavo a lezione di pianoforte a Montesacro, quando accarezzavo la mia timidezza e le promettevo che l’avrei difesa”.

Ha poi aggiunto: “Credo che per fare grandi cose si debba per forza partire da bambini. Intendo quella visione, mentre tutti rincorrono altro in qualche modo già nitida. E non sai perché, ma sai già che andrà così, esattamente come lo immagini, esattamente come l’hai grezzamente codificato. E allora con la testa sul banco… Fissando la parete bianca scarabocchiata, la campanella suona. E mentre tutti sono felici di tornare finalmente a casa, tu aspetti che se ne vadano. Perché vuoi capire meglio a che gioco si sta giocando. Aspetti lì seduto e osservi tutti tornare. Tutti corrono e urlano qualcosa di cui non hai mai sentito parlare. Sei protetto solo dalla tua pelle e dal sogno folle di far vivere gli altri nelle tue canzoni. Così riservate, cose solo tue, così nude”.

Federica Checchia