Immaginate di essere uno dei tennisti più forti del pianeta, avete sudato sette camicie per arrivare sul campo centrale di Wimbledon e, proprio mentre state per servire, un arbitro vi ferma perché il vostro pantaloncino ha una riga colorata di troppo. No, non si tratta di un’esagerazione, ma della rigida realtà del torneo di tennis più antico e famoso del mondo: Wimbledon. Mentre gli altri tornei del Grande Slam sono diventati nel tempo delle vere e proprie sfilate di moda, Wimbledon si aggrappa ancora al Total White. Ma da dove nasce questa ossessione per il bianco e quali sono i limiti di questo regolamento?
Il Total White a Wimbledon è una filosofia di vita
Tutto inizia alla fine dell’Ottocento, quando il tennis era un passatempo per nobili e l’aristocrazia inglese trovava decisamente “disdicevole” mostrare le chiazze di sudore sui vestiti colorati. Il bianco, quindi, nacque come una questione di decoro e freschezza. Nei decenni successivi, però, i tennisti hanno provato a fare i ribelli. La pietra dello scandalo fu la campionessa brasiliana Maria Bueno che, nel 1962, decise di scendere in campo con dei dettagli colorati. La reazione del club fu immediata: l’anno dopo nacque la regola ufficiale che imponeva abiti “prevalentemente bianchi”.
Oggi, però, la regola si è inasprita ancora di più. Le sfumature panna o avorio sono bandite, così come sono vietati i grandi loghi. Anche le suole delle scarpe e i lacci devono essere bianchi. In passato alcuni atleti sono stati letteralmente rispediti negli spogliatoi a cambiarsi le mutande perché, dopo una scivolata sull’erba, il loro intimo colorato era diventato visibile. Recentemente è stata concessa un’unica eccezione: le tenniste possono indossare pantaloncini intimi scuri per sentirsi più a loro agio durante il ciclo mestruale, a patto che non spuntino da sotto la gonnellina.
Ma i dettagli colorati sono ammessi? Sì, ma grande attenzione: è concesso un solo bordo colorato su colletto o maniche, che non deve superare il centimetro di spessore. Per gli organizzatori dell’All England Lawn Tennis Club non è snobismo, ma una filosofia di vita. Il bianco mette tutti sullo stesso piano, dal campione in carica al giocatore arrivato dalle qualificazioni. Se vuoi farti notare a Londra, devi farlo con il gioco, non con colori sgargianti.
Stefania Cirillo





