Quando si torna dal supermercato, il gesto è quasi automatico. Prendiamo il sacchetto della frutta appena acquistata e la svuotiamo direttamente nel casso in basso, quello che in genere è già contrassegnato con il simbolo della frutta e della verdura. Ecco, possiamo dire che, almeno nel complesso, è sbagliato. Se per carne e formaggi il freddo è cosa buona e giusta, per la frutta il discorso si complica. Tuttavia, non esiste una regola unica e, per evitare di fare eventuali danni, la prima domanda da porsi è: da dove arriva questo frutto?

Quindi, la frutta si conserva in frigo? Sì, ma non tutta

La frutta originaria dei climi temperati, come mele, pere, uva, ciliegie e kiwi, ama il freddo. Anche se raccolti, questi frutti continuano a “respirare” e a produrre etilene, un gas che accelera la maturazione. Il frigorifero impostato tra gli 0 e i 4°C riesce a rallentare notevolmente il processo biologico, mantenendo la polpa soda e fresca più a lungo.

Il discorso, però, cambia, se iniziamo a parlare di frutta tropicale. Banane, mango, papaya e ananas sono nati al caldo. Il frigo potrebbe rappresentare un vero e proprio incubo per loro. Gli scienziati lo chiamano “chilling injury” (danno da frigo). Ma nel pratico cosa significa? Le banane saranno destinate a subire un annerimento precoce della buccia, l’ananas a perdere il proprio aroma e il mango a rimanere in uno stato di immaturità perenne. Secondo il Dipartimento Agricolo degli Stati Uniti (USDA), le banane dovrebbero stare tra i 15 e i 21°C. Nel loro caso il frigo è concesso solo se il frutto è prossimo al cedimento, in quel caso il freddo riuscirà a concedere qualche giorno di vita in più.

È necessario fare un discorso analogo anche per il pomodoro: l’alimento che in eterno sarà destinato a essere definito da molti una verdura, anche se botanicamente parlando si tratta di un frutto a tutti gli effetti. Ecco, nel suo caso sottoporlo a temperature sotto i 10°C significa farlo diventare insapore e farinoso. Quindi, nonostante le varianti, il discorso è semplice: freddo per i frutti nordici, temperatura ambiente per quelli tropicali. Grazie a questa semplice regola, avrete la possibilità di gustare la frutta al massimo del loro sapore.

Stefania Cirillo