La nuova legge elettorale approda in Senato dopo che martedì il centrodestra è stato bocciato sull’emendamento sulle preferenze per un voto. Le elezioni anticipate non sono più un tabù. Alle 11:45 di giovedì l’Aula della Camera, con 217 voti favorevoli e 152 voti contrari, 2 astenuti, ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale targata centrodestra, tra le proteste delle opposizioni.

Un voto particolarmente importante dopo che martedì l’emendamento sull’introduzione delle preferenze di Fratelli d’Italia, sostenuto direttamente dalla premier che ci aveva messo la faccia sui social, non ha retto allo scrutinio segreto ed è stato bocciato per un solo voto, 188 contro 187.

Come cambia la legge elettorale

La nuova legge elettorale propone un sistema “misto”, proporzionale con premio di maggioranza, e parlamentari eletti attraverso le liste bloccate. A meno di dieci anni dall’ultima riforma elettorale, il cosiddetto Rosatellum, potrebbe cambiare di nuovo la modalità di eleggere Camera e Senato.

Queste le novità previste dalla cosiddetta legge Bignami, dal nome del primo firmatario del testo, il capogruppo Fdi a Montecitorio Galeazzo Bignami, che passa ora all’esame del Senato.

Nella scheda elettorale verrà indicato il candidato premier e non figureranno le preferenze: l’elettore sceglierà la lista nel suo complesso. La questione è stata al centro di un acceso scontro nell’Aula, che ha visto respingere a voto segreto un emendamento della maggioranza che puntava a inserire la possibilità di indicare tre candidati in una lista di sei nominativi (sette in totale, con capolista bloccato). Il tema potrebbe tornare in campo in seconda lettura a Palazzo Madama.