Possiamo dirlo serenamente: riuscire a dormire la notte durante il periodo estivo è sempre stato complicato. Parliamo, però, di un sonno rigenerante e continuativo. È vero, riuscire a scovare il lato più fresco del letto rappresenta un’abitudine tramandata di generazione in generazione. Tuttavia, possiamo dire altrettanto serenamente che l’estate che affrontiamo da qualche anno a questa parte non è “normale”. Il cambiamento climatico continua a produrre effetti più o meno evidenti e, senza che accorgercene, sta cambiando anche il modo in cui dormiamo la notte. In Italia, infatti, come nel resto del mondo, il sonno è sempre più influenzato dal caldo.
Il caldo impatta direttamente sulla nostra salute, alterando anche il sonno
Le attuali temperature raggiunte quest’anno potrebbero convincere anche i più scettici che, in passato, hanno rinnegato l’impatto che certe “abitudini” avrebbero avuto sull’ambiente. Oggi ogni scelta è tornata a chiedere il conto, influenzando singolarmente la popolazione. Ad avvalorare quanto detto figura uno studio condotto da Climate Central, intitolato “Climate Change is Costing People Sleep”. L’obiettivo della ricerca è di individuare quante ore di sonno sono andate perse a causa del caldo e quante, nell’effettivo, siano ricondotte al cambiamento climatico. I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.338 città del mondo mettendo a confronto le temperature notturne registrate tra il 2020 e il 2025. Lo studio, inoltre, ha individuato le temperature che si sarebbero registrate in assenza di emissioni generate dall’uomo.
Dall’analisi è emerso che ogni persona, nel corso dei cinque anni, ha perso mediamente 56 ore di sonno a causa del caldo notturno. Il 10% di queste — circa 6 ore — sono da ricondurre al riscaldamento globale. A livello pratico questo numero significa che circa sette notti di sonno all’anno vengono perse a causa delle temperature estreme. È importante evidenziare che nelle aree con temperature più elevate gli effetti sono ancora più evidenti. Nel contesto italiano, ad esempio, a Milano si perdono circa 35 ore di sonno all’anno e 7 di queste da attribuire alla crisi climatica. A Torino le ore sono 33, 6 collegate al riscaldamento globale. Palermo pare detenga il record con 43 ore di sonno complessive perse, 8 legate al cambiamento climatico.
Quali sono i rischi per la salute?
Come molti sapranno il caldo, specie se estremo, ha delle ripercussioni evidenti sul corpo e sulla mente. Se questo, poi, influisce anche sul nostro sonno, i rischi per la salute potrebbero aumentare. Vengono segnalati ictus, malattie cardiovascolari e aumento della mortalità, specie per i soggetti considerati più vulnerabili o senza accesso all’aria condizionata.
Stefania Cirillo





