I ribelli Houthi dello Yemen hanno affermato di avere costretto alcune navi a invertire la rotta nel Mar Rosso. A riportarlo è l’agenzia di stampa Saba, gestita dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, secondo cui appunto 6 navi nel Mar Rosso sono state costrette a cambiare rotta dopo avere ricevuto avvertimenti dagli Houthi. La dichiarazione giunge all’indomani dell’annuncio da parte del gruppo di un embargo marittimo contro l’Arabia Saudita.

Se i ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall’Iran riuscissero concretamente a chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb, causerebbero un’altra interruzione delle forniture di prodotti petroliferi e carburante, aumentando gli effetti della crisi energetica sull’economia globale.

Il blocco navale dell’Arabia Saudita costituisce un nuovo fronte, che minaccia il flusso delle forniture petrolifere globali e il commercio. Con lo Stretto di Hormuz bloccato, finora l’Arabia Saudita ha fatto affidamento su un oleodotto che arriva fino al Mar Rosso per convogliare sul mercato milioni di barili di petrolio.

Lunedì 20 luglio gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato un blocco navale contro l’Arabia Saudita.

Bab el-Mandeb, la porta d’accesso meridionale al Mar Rosso, è per il regno una rotta alternativa fondamentale allo Stretto di Hormuz. 

Gli Houthi hanno già arrecato danni al commercio globale, attaccando le navi nei pressi dello Stretto di Bab al-Mandeb nel 2023, dopo l’inizio degli attacchi israeliani su Gaza. Questi attacchi erano poi finiti con l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza.

Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden ed è una rotta chiave per le spedizioni di greggio e carburante tra Medio Oriente, Europa e Asia.

Con la guerra in Medio Oriente, poi, lo stretto è diventato ancora più essenziale: siccome lo stretto di Hormuz è stato chiuso dall’Iran, l’Arabia Saudita ha deviato verso il mar Rosso gran parte del petrolio che prima esportava tramite il golfo Persico.

Lo ha fatto tramite l’oleodotto Est-Ovest, grazie al quale fa arrivare il petrolio nel porto di Yanbu, dove poi viene esportato verso l’Asia. Dall’inizio della guerra l’Arabia Saudita ha deviato su Yanbu il 70 per cento della sua produzione di petrolio. In generale, per Bab el Mandeb passa il 7 per cento di tutto il petrolio commerciato al mondo, in gran parte saudita. È facile capire che se fossero limitati anche i traffici per Bab el Mandeb oltre a quelli per Hormuz, la crisi energetica mondiale tornerebbe ad aggravarsi.