Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno affermato di aver colpito giovedì due petroliere saudite nel Mar Rosso, dopo aver annunciato lunedì un blocco navale contro le navi saudite. Una petroliera si chiamava ‘Encelia’ e l’altra ‘Layla’. L’operazione è stata condotta con l’impiego di missili balistici e da crociera, nonché di droni”, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi secondo cui “gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato un vasto incendio su entrambe le navi”.
Le immagini satellitari della NASA sembrano mostrare la petroliera battente bandiera saudita Encelia in fiamme nel Mar Rosso, dopo le affermazioni degli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, secondo cui avrebbero colpito due petroliere nelle prime ore di giovedì mattina, ora locale.
Secondo un’analisi dei dati di navigazione, il punto luminoso visibile nell’immagine corrisponde alla posizione che la Encelia stava segnalando tramite il suo sistema di identificazione automatica (AIS). Un’immagine satellitare del giorno precedente non mostrava alcun punto luminoso in quella posizione, il che indica che il punto luminoso è nuovo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale saudita, che cita un funzionario anonimo dell’Autorità generale dei trasporti, la Encelia è stata “presa di mira mentre navigava nel Mar Rosso”, provocando “un incendio a prua dell’imbarcazione”.
L’UK Maritime Trade Operations (UKMTO) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” a 70 miglia nautiche a sud-ovest della città saudita di Al Shuqaiq, il che “ha provocato un incendio a bordo”. L’UKMTO non ha fornito il nome della nave, tuttavia, la posizione indicata corrisponde sia al punto luminoso visibile nelle immagini satellitari sia alla posizione AIS trasmessa dall’Encelia.
Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che “continueranno le loro operazioni navali” contro l’Arabia Saudita e “persisteranno nell’applicare la formula ‘assedio per assedio'”.
Almeno sei imbarcazioni hanno cambiato rotta nel Mar Rosso
Almeno sei imbarcazioni hanno cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe, secondo i dati di tracciamento delle navi analizzati dalla società di intelligence marittima Lloyd’s List, come evidenzia il Washington Post.
Tra i casi più rilevanti quello della Liu Jiang Kou, nave portaveicoli cinese diretta al porto saudita di Gedda, che ha fatto inversione di rotta mentre attraversava il Golfo di Aden verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Secondo Lloyd’s List, l’operatore avrebbe ricevuto una comunicazione dalle autorità Houthi nella quale veniva avvertito del rischio di essere “preso di mira” se avesse proseguito il viaggio.
Hanno cambiato rotta anche due petroliere legate a Hong Kong, la Xin Tong Yang e la New Prime, dirette al porto saudita di Yanbu, oltre alla petroliera indiana Desh Viraat. Altre due navi, la Xin Long Yang della cinese Cosco e la petroliera greca Rodos, hanno modificato il percorso mentre si dirigevano verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Nonostante i primi segnali del blocco, il traffico nello stretto strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden non si è fermato completamente. Diverse navi hanno continuato a transitare e almeno tre petroliere legate all’Arabia Saudita hanno attraversato o si sono avvicinate all’area nonostante le minacce degli Houthi.





