Google e la società di telecomunicazioni MEO hanno presentato congiuntamente all’Oceanário di Lisbona il sistema Nuvem. Parliamo di un’imponente infrastruttura di cavi sottomarini in grado di collegare direttamente il Portogallo agli Stati Uniti, passando attraverso le Bermuda e le Azzorre. Il progetto, che andrà a coprire circa 7.000 chilometri, potrebbe iniziare a vedere la luce già il prossimo anno. Con questa operazioni il colosso tech si pone un obiettivo ben preciso: potenziare il traffico dei dati tra le due sponde dell’Atlantico. La decisione pare essere necessaria per sostenere la crescente domanda di servizi digitali e infrastrutture cloud.
Come funziona e perché è strategico il sistema Nuvem?
Ormai è noto a tutti quanto sia in aumento il traffico dati. Ad oggi le infrastrutture sottomarine sono indispensabili ed è proprio attraverso queste che approssimativamente il 99% dei dati mondiali è in grado di viaggiare. I satelliti, infatti, non sono in grado di garantire la banda sufficiente per gestire la mole di transazioni finanziarie, messaggi e comunicazione scambiate ogni giorno a livello mondiale. Il progetto Nuvem andrà a impiegare 16 coppie di fibre ottiche per una capacità complessiva di 384 terabit al secondo, andando a unire la Carolina del Sud al Terminale portoghese di Sines.
Tuttavia, la scelta non è legata esclusivamente a esigenze tecniche, bensì di diversificazione. Infatti, posizionare i cavi lungo nuovi corridoi riesce a ridurre la dipendenza dell’Europa dalle rotte storiche, spesso sovraccariche o esposte a rischi di blocco. I cavi poggiano sui fondali oceanici e vantano strati protettivi in acciaio e rame. Ciononostante, le infrastrutture marine rimangono vulnerabili a possibili incidenti provocati dall’uomo. Tra i possibili rischi figurano l’ancoraggio delle navi e la pesca a strascico (in cui una o più navi trainano attivamente una rete da pesca sul fondo del mare). A preoccupare, però, sono anche i fenomeni naturali come frane acquatiche e i terremoti.
Il ruolo centrale del Portogallo e la strategia globale di Google
Il Portogallo, così, si pone come un soggetto cruciale per la connettività internazionale. Il Paese unisce una posizione geografica strategica con una grande stabilità politica e un’alta percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili. Quest’ultimo aspetto, inoltre, si rivela importante anche per riuscire a sostenere i data center di nuova generazione.
L’iniziativa, però, non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni Google ha già attuato progetti analoghi e, a quelli precedenti, si aggiunge il sistema Sol volto a unire le Bermuda, le Azzorre e la Spagna. Con Nuvem, l’azienda si impegna a compiere un altro passo avanti per accrescere la resistenza della rete globale, trasformando l’Atlantico in una vera e propria autostrada per il futuro digitale.
Stefania Cirillo





